​“La principessa Maria d’Avalos veniva a Vasto a bordo della sua Porsche Carrera”

"Era forte, intelligente, caparbia, simpatica e spiritosa. Scherzava sempre molto sul fatto che i giorni passavano e che all’ultima visita, probabilmente, non ne sarebbe seguita un’altra”.

Attualità
lunedì 06 luglio 2020
di Lea Di Scipio
​“La principessa Maria d’Avalos veniva a Vasto a bordo della sua Porsche Carrera”
​“La principessa Maria d’Avalos veniva a Vasto a bordo della sua Porsche Carrera” © vastoweb.com

VASTO. E’ morta da pochi giorni, a Napoli, Maria D’Avalos all’età di 94 anni.

Era “la penultima discendente” di una delle casate più importanti del Regno di Napoli, primogenita del principe Carlo e sorella del principe Francesco, compositore, direttore d’orchestra e del Conservatorio della città partenopea, venuto a mancare nel 2014 e il cui figlio Andrea è l’ultimo della dinastia.

“La principessa Maria non ha mai abitato a Palazzo d’Avalos, ma da ragzza ci veniva spesso in vacanza. L’ultima volta che venne a Vasto fu nel 2013 con il figlio Giuseppe e il nipote più piccolo Pietro, di circa 20 anni. E’ stato proprio quest’ultimo a voler venire a Vasto, guidato dalla curiosità di conoscere meglio le origini della sua famiglia. In quell’occasione ricordo che visitarono la Chiesa di Punta Penna, proprietà dei d’Avalos, e mangiarono il tanto amato brodetto di pesce”.

Questo il ricordo nelle parole del giornalista Marco Di Michele Marisi, la cui famiglia, per ben due generazioni e mezzo hanno fatto da amministratori delle proprietà dei principi.

E ancora ci racconta: “Era una buongustaia e un’ottima cuoca. Molto alla mano e aldilà dei titolo, cui teneva moltissimo, riusciva a relazionarsi con tutti, dando del tu e pretendendolo. L’ho conosciuta da bambino e poi ho continuato a vederla anche tutte le volte che veniva a Vasto, da sola, a bordo della sua Porsche Carrera, nonostante fosse ormai ultra ottantenne. Era molto forte e intelligente, caparbia, simpatica e spiritosa. Scherzava sempre molto sul fatto che i giorni passavano e che all’ultima visita, probabilemnte, non ne sarebbe seguita un’altra”.

Una vita, dunque, lunga e ricca di esperienze storiche e culturali hanno segnato il cammino della nobile Maria.

A cominciare dal nome che già ricorreva nella sua famiglia, legato all’omonima antenata, scomparsa per mano del marito Carlo Gesualdo di Venosa, allorché fu scoperta ad intrattenersi con l’amante Fabrizio Carafa. Questo delitto d’onore, peraltro, non sfuggì nemmeno alla penna di Torquato Tasso, di cui ne cantò la tragica sorte.

Con la morte della principessa Maria si cominciano a scrive, invece, i capitoli finali di questa nobile famiglia.

Era nata nel 1925 a Palazzo del Vasto, nel quartiere Chiaia a Napoli.

Ha avuto legami amichevoli con la Regina Maria José, la principessa Margaret, sorella minore della regina Elisabetta d’Inghilterra. Ha visto l’entrata di Hitler e dei militari tedeschi nel Golfo.

Nel Dopoguerra Maria conobbe Domenico Viggiani che, in base a quanto si apprende da un articolo del Corriere della Sera, fu l’unico uomo in grado di riuscire a gestire il suo carattere duro, ma al contempo particolarmente ironico. Il marito divenne Direttore del Banco di Napoli e, in piena Guerra Fredda, lo accompagnò ad inaugurare le sedi di Mosca e di New York.

Sempre sullo storico quotidiano si apprende che “amava sorseggiare del buon whisky, le sigarette senza filtro e che era una cuoca provetta tra pizze, “gnocchetti ai lupini e tortano fatto in casa”.