Inchiesta Rigopiano, sentiti 4 degli indagati a Pescara

Si tratta di Antonio Di Marco, Paolo D'Incecco, Mauro Di Blasio e Bruno Di Tommaso​

Cronaca
Vasto martedì 08 gennaio 2019
di La Redazione
Valanga di Rigopiano
Valanga di Rigopiano © Vigili del Fuoco

PESCARA. Si sono svolti oggi alcuni degli interrogatori degli indagati sull'inchiesta riguardante la tragedia di Rigopiano. Oggi sono stati ascoltati: l'ex presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, il dirigente provinciale Paolo D'Incecco e il responsabile del settore viabilità Mauro Di Blasio e Bruno Di Tommaso. Ha rinunciato invece all'interrogatorio l'ex prefetto Francesco Provolo.

"D'Incecco quel giorno era in malattia, ma questa circostanza non rappresenta il principale argomento difensivo. Nonostante questa sua condizione di malattia ha potuto fare tutto quanto nelle sue possibilità per quanto gli spettava fare". Così gli avvocati Marco Spagnuolo e Gianfranco Iadecola, oggi pomeriggio in tribunale a Pescara, al termine dell'interrogatorio del loro assistito Paolo D'incecco, dirigente del settore Viabilità della Provincia di Pescara, indagato nell'ambito dell'inchiesta sul disastro dell'Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara).

D'Incecco è coinvolto nel filone dell'inchiesta riguardante la gestione dell'emergenza. "Ha fornito risposte puntuali riguardanti ogni addebito - hanno aggiunto i legali -. L'elemento di novità è che D'Incecco ha chiesto di essere interrogato per chiarire quale fosse non solo il suo ruolo, ma anche le sue competenze specifiche, l'ambito di operatività e come la Provincia di Pescara, tramite il servizio Viabilità, abbia reso il servizio che istituzionalmente era preposta a svolgere".

Tra gli argomenti difensivi anche il depotenziamento delle Province causato dalla riforma Delrio. "È un dato tecnico evidente a tutti - hanno confermato gli avvocati - ed è un argomento che deve essere valutato dagli inquirenti, come è stato fatto e come sarà fatto con ancora maggiore attenzione visto che è stato portato a sostegno della tesi difensiva".

"Il 18 gennaio, prima della scossa di terremoto, erano già state disdettate tutte le nuove prenotazioni". Così l'avvocato Sergio Della Rocca, questa mattina in tribunale a Pescara, al termine dell'interrogatorio del suo assistito Bruno Di Tommaso, legale responsabile della società Gran Sasso Resort & Spa, nell'ambito dell'inchiesta sul disastro dell'Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara).
Della Rocca, davanti al procuratore capo Massimiliano Serpi e al sostituto Andrea Papalia, ha depositato della documentazione integrativa, "affinché gli inquirenti possano approfondire alcune tematiche oggetto di contestazione". In particolare la difesa di Di Tommaso punta a smontare l'idea che gli affari venissero prima della sicurezza degli ospiti. "È un fatto doveroso - spiega il legale - anche nei confronti della stessa attività".
Quanto alle contestazioni relative ai presunti abusi nella ristrutturazione del resort, Della Rocca sottolinea che "sono tutti precedenti alla gestione di Di Tommaso. C'è dunque una difesa tecnico-procedurale - conclude l'avvocato - e non c'è un addebito riferito al Di Tommaso in quanto tale".


Sempre sul fronte indagini è di queste ore la notizia che l'ex prefetto di Pescara ha rinunciato invece all'interrogatorio: "Non comparirà davanti ai magistrati della Procura di Pescara, per essere interrogato, l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, indagato nell'inchiesta madre sul disastro dell'Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara) e nell'inchiesta bis per depistaggio e frode processuale.L'interrogatorio di Provolo era previsto per giovedì 10 gennaio, ma i suoi legali Sergio Della Rocca e Giovanni Domenico Caiazza hanno depositato istanza di rinuncia." (FONTE ANSA)