Centenario di Luciano Tosone: "Figura eclettica della storia vastese"

Benedetti: "Disponeva della capacità di vivere in misura ed eleganza e trasferirlo nelle proprie opere"

Cultura
venerdì 27 agosto 2021
di Lorenzo Salerni
Centenario di Luciano Tosone:
Centenario di Luciano Tosone: "Figura eclettica della storia vastese" © Vastoweb

VASTO. Il 26 agosto la società vastese di Storia Patria “Luigi Marchesani”, presso la pinacoteca del palazzo d’Avalos, ha celebrato i 100 anni dalla nascita di Luciano Tosone. Nativo di Vasto, fu un architetto e artista di una grandezza tale da ricevere diversi riconoscimenti come il premio Arte Mondadori e gli elogi da intellettuali quali Paolo Levi.

La commemorazione ha visto prima il saluto del sindaco di Vasto Menna e del suo vice Forte, come moderatrice la professoressa, nonché cugina del commemorato, Gabriella Izzi Benedetti che ne ha approfondito l'aspetto biografico. Si è proseguito con gli architetti Luigi Scorano Tosone, nipote dell'intellettuale, e Michele D'Annunzio i quali hanno trattato i progetti architettonici e le opere pittoriche ideate sul suolo cittadino ed infine il giornalista Valerio Moretti che ha ricordato l'aspetto più “ sociale e  colloquiale” dell'artista, il tutto accompagnato da aforismi dell'intellettuale stesso.

Luciano Tosone nacque il 23 giugno del 1921 a Vasto e trascorse la sua infanzia a Napoli. Nel secondo dopoguerra conseguì la laurea in ingegneria e nel 1950 si trasferì a Milano dove insegnò nella privata università “Liberi”. Nel 1964 vinse una cattedra per geometri a Roma, luogo in cui risiedette fino a quando non si verificò la morte della sua prima moglie che lo segnò a tal punto da trasferire la propria professione definitivamente a Vasto.

Qui incominciò ad  adoperarsi per progetti urbanistici importanti vincendo numerosi concorsi a livello sia comunale sia regionale sia nazionale e conobbe una nuova passione: la pittura. Nel 2003 fu allestita una mostra delle sue opere pittoriche nel palazzo dell’emiciclo dell’Aquila per iniziativa del consiglio regionale d’Abruzzo.

"Disponeva della capacità di vivere in misura ed eleganza e trasferirlo nelle proprie opere". Sono queste le parole della professoressa Benedetti che meglio sintetizzano le opere architettoniche e pittoriche di Tosone.

Stanziatosi a Vasto, incominciò ad ideare uno “stile vastese” del tutto personale.

"Architetto forgiato nelle botteghe rinascimentali dell'architettura, in cui si studiava e si praticavano le arti più in generale". Cosi viene presentato da D’Annunzio l’illustre intellettuale.

Nell’ambito architettonico si possono riscontrare elementi classici come le regole vitruviane della firmitas (solidità), utilitas(funzione ) e venustas (bellezza), postmodernististi come l’archetipo del quadrato, particolare cura sia degli interni sia degli esterni e l’elemento del paesaggio sempre molto rispettato e presente.

Tra i progetti più importanti realizzati abbiamo: le case popolari, numerosi edifici scolastici ( scuola media Rossetti e istituto tecnico Commerciale), strutture abitative ed un museo civico(1967) mai però portato a compimento in quanto non del tutto condiviso. Non mancano infatti critiche ad opere dell’epoca come il piano regolatore considerato “uno strumento politico mascherato”.

Nella pittura come viene ben analizzato dal critico Paolo Levi vi è una commistione di più elementi pittorici: da un lato quello napoletano, a cui bisogna aggiungere quelli appartenenti alla tradizione greca e spagnola, per poi arrivare all’espressionismo tedesco.

La sua arte viene definita sia emblematica sia cromatica-favolistica.

Emblematica in quanto le opere sono tutte ispirate ad una rivalutazione della materia in una nuova concezione definita “nuova figurazione emblematica”. Cromatica-favolistica, invece, per il persuasivo uso di segni, colori, luci ed ombre con cui cerca l’artista vastese di razionalizzare il racconto nel mondo della fantasia e delle fiabe, le sue esperienze oniriche e rappresentazioni dell’uomo nel paesaggio urbano, marino e campestre.

Tra i dipinti più importanti citiamo: “Il porto di Punta Penna” (1986), “ Le campane di Santa Maria”(1998) , “ La loggia Amblingh” e “Primo mattino”(2002).

Non mancano esperienze di vita vissuta nel sociale e nella quotidianità che hanno evidenziato ancora di più il suo fanatismo per la bellezza e la sua ammirazione per il mare. Tramite tutte le sue opere verrà sempre ricordato il rispetto che nutriva per l'ambiente, la sua arte del vivere e l'amore per la cultura.