Pietrangelo Buttafuoco a Vasto per il suo nuovo libro “Sono cose che passano”

la presentazione lun 22 novembre 2021
Cultura e Società di Lorenzo Salerni
4min
Pietrangelo Buttafuoco a Vasto per il suo nuovo libro “Sono cose che passano”

VASTO. Domenica 21 novembre nella “Libreria”, situata nei pressi di piazza Rossetti a Vasto, è avvenuta la presentazione del nuovo libro “Sono cose che passano” del noto giornalista siciliano Pietrangelo Buttafuoco, che ha dialogato con il famoso artista, attore e responsabile della libreria, Stefano Angelucci Marino.

Alternanza di descrizioni realistiche e fantasiose, momenti onirici, metafore ricorrenti, citazioni mitologiche, riferimenti filosofici, inserti in lingua francese ed in dialetto siciliano: tutti questi sono gli elementi contenuti nel nuovo romanzo dello scrittore Buttafuoco.

L'evento, presso la libreria vastese, è incominciato alle 18:30, orario in cui ha preso subito la parola il responsabile, Stefano Angelucci Marino che ha così esordito: “Siamo felicissimi che tu sia qui questa sera, perché è un gesto di grande politica culturale, in quanto autori e intellettuali di questo livello solitamente non vengono nella nostra città, soprattutto in librerie indipendenti come la nostra”.Buttafuoco, infatti, è un famoso giornalista, nato a Catania, che ha collaborato con diversi quotidiani nazionali come il “Secolo d’Italia”, “Il Giornale”, “Il Foglio”, “Il Fatto Quotidiano” ed il “Quotidiano del Sud “. Egli partecipa spesso come opinionista di tematiche di attualità sul grande schermo, è il presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo ed è anche uno scrittore. Il suo nuovo romanzo, pubblicato sempre per la casa editrice milanese “La nave di Teseo”, esce a distanza di circa quattro anni dal precedente suo scritto intitolato, “I baci sono definitivi”.

Marino ci ha tenuto a ricordare come il suo ospite sia stato anche librario ed a tal proposito Buttafuoco ha precisato: “Ioogni volta mi arrovello affinché ognuno di noi abbia consapevolezza dell'importanza della libreria che, insieme ai teatri e sale cinematografiche, rappresenta il luogo in cui si forgia lo spirito critico e si alimenta l'immaginazione.”

È stato evidenziato, nel corso della presentazione del libro, come il romanzo sia una “tragicommedia particolarmente cattiva”in cui sono presenti personaggi sia inventati sia reali. Infatti, l’autore cerca di descrivere una società diseguale, ancora legata ad una tradizione verghiana del secolo scorso, e di esprimere l’amore, ed anche i rimproveri, verso la sua Sicilia attraverso una storia passionale, fra la bellissima principessa di Bauci, Ottavia, ed il barone dall’origine aristocratica incerta, Rodolfo Polizzi, nella cui loro storia, riveste un ruolo fondamentale a posteriori l’eroe italiano cieco e mutilato Carlo Delcroix.

 Nel libro, composto da più di trecento pagine, si può ben comprendere come alla base vi sia un intreccio, che ha inizio in Sicilia, nel paese immaginario di Leonforte del 1951, si risolve a Roma con l’eroe italiano monarchico, amico di Pietro Nenni, insieme ad altre comparse reali del calibro di Roberto Rossellini ed Ezra Pound, e si conclude nel porto di Genova.

Si è partiti con una rassegna prima di alcuni dei personaggi femminili dell’opera. Dalla principessa Ottavia, forte delle sue esperienze all’estero come a Londra, che decide di intraprendere una storia amorosa con il “finto” barone Rodolfo nel piccolo paese siciliano, per passare poi a Miss Lucy, sua compagna di studi, in compagnia  della quale vengono raccontate nel libro numerose esperienze, come quelle ambientate durante le confraternite studentesche ed i loro vari riti di “iniziazione “per entrarvi, basati su tagli che i giovani dovevano infliggersi tra loro, come simbolo di coraggio e sopportazione. A tal proposito l’autore ha dichiarato:” Erano rinomate perché, non solo erano le più brave a sferrare i tagli, ma anche a ricompensare questi ragazzi con baci”. Un'altra figura femminile importante è la baronessa Donna Tina, madre di Rodolfo e suocera di Ottavia, che si contraddistingue per il suo carattere despotico e la sua volontà di mantenere il controllo sul patrimonio familiare.

Non mancano anche personalità maschili fondamentali nella trama come il finto barone Rodolfo, altro personaggio di fantasia, marito di Ottavia, che è dedito alla pigrizia ed alle futilità della vita.

In seguito, si è passati a descrivere alcuni personaggi reali, trattati nelle parti successive del romanzo, quali Nino Buttafuoco, zio dell’autore, considerato “un uomo molto amato e carismatico” e l’eroe italiano Carlo Delcroix. Quest’ultimo, uno dei più cari soldati di Gabriele d’Annunzio, è stato definito il personaggio che meglio incarna il concetto di vittoria mutilata nel romanzo. L’eroe, a causa dell’esplosione di una granata in trincea, rimane privato degli arti superiori e della vista. Però, nonostante queste problematiche fisiche, grazie alla forza della religione e dell’amore per una donna e per la sua Italia, riesce a diventare il “Deus ex machina” dell’intreccio del romanzo.

L’autore conclude la presentazione del suo libro segnalando la presenza di un duplice finale e con il rimando all’incisione cinquecentesca dell’artista tedesco, Albrecht Dürer “Il cavaliere, la morte e il diavolo”, lasciando intendere che essa stia alla base della gestione dei personaggi e, in particolare, che Carlo Delcroix rappresenti il cavaliere, portatore della verità e capace di essere la luce in questo “buio” ricco di dannazione, dove” tutto può accadere e tutto passa”.

 

 

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