Standing ovation per Branduardi: successo di emozioni tra poesia e musica all'Arena

Magia mer 10 agosto 2022
Cultura e Società di Lea Di Scipio
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VASTO. Magiche emozioni tra musica e poesia ieri sera all'Arena intitolata al Maestro Ennio Morricone. 

Un pienone di pubblico completamente catturato dalla "delicata" potenza di Angelo Branduardi, che ha da poco tagliato il traguardo dei suoi 50 anni di carriera. 

L'artista non ha infatti deluso le aspettative di quanti lo amano strappando anche qualche risata con la sua sagace ironia. 

"Questo è un concerto di due picchiatelli, molto diversi da quelli ordinari. Per decenni mi hanno chiamato menestrello e io invece prefersico la parola trovatore", ha detto senza troppi giri di parole. 

Un successo, dunque, senza fine e senza tempo per un musicista onesto e sincero che ha lasciato certamente un segno indelebile in chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo. 

Accompagnato da Fabio Valdemarin, pianista di formazione classica con tendenza alle divagazioni pop e jazz, che vanta collaborazioni con artisti pop del calibro di Vanoni, Mannoia, Lavezzi e Neffa, nonché autore di colonne sonore, ha portato in scena lo spettacolo "Camminando camminando in due".

L'evento, che ha avuto luogo grazie all'impegno dell'associazione culturale "Notti Mediterranee" di Roccavivara ed accolto con entusiasmo dall'Amministrazione vastese, ha visto eseguire brani famosi e meno conosciuti, ma non sono mancati alcuni tra i suoi più bei classici. 

Inframezzati dalle poesie da lui tanto amate, tratte da "La raccolta delle fiabe celtiche" di William Butler Yeats, il cantautore, tra i più originali della storia della musica italiana e non solo, ha regalato "La canzone di Aengus, il vagabondo", "1º aprile 1965", "Barbriallen", "Rosa di Galilea", "Confessioni di un Malandrino", "Lord Franklin", "Geordie" e molti altri. 

Incalzato dal pubblico che non voleva lasciare gli spalti e le sedie, il duo ha poi eseguito una versione originale della "Alla fiera dell'est" che, come lo stesso Branduardi ha detto, "non mi interessa più poiché diventato patrimonio popolare, anche se grazie ad essa ho conquistato un pizzico di immortalità". E ancora ha spiegato: "Qualche settimana fa, a Bologna, in Piazza Maggiore alla festa del quotidiano Repubblica l'abbiamo suonata con 7 bambini ucraini nella loro lingua. È stata una grande emozione, la musica ha un effetto terapeutico anche se di più non può fare"

A chiudere, infine, la celebre "Vanità di vanità", suggellata da applausi e da una spontanea standing ovation.

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