Inaugurata a Palazzo d'Avalos la mostra "Gernika" di Sofia Gandarias

Monica Baldi: "Gernika è icona di pace ed è questo il messaggio he vuole lanciare la mostra"

Cultura
Vasto domenica 02 giugno 2019
di La Redazione
Più informazioni su
Inaugurata  a Palazzo d'Avalos “Guernica” di Sofia Gandarias
Inaugurata a Palazzo d'Avalos “Guernica” di Sofia Gandarias © Vastoweb

VASTO. E' stata inaugurata questa mattina a Palazzo d'Avalos la mostra 'Gernika' (Guernica in lingua spagnola) di Sofia Gandarias.

La curatrice della mostra, l'architetto Monica Baldi, ha affermato: "Gernika è icona di pace e per noi è molto importante che attraverso l'espressione artistica di Sofia Gandarias, artista basca deceduta ormai tre anni fa e nata a Gernika, si possa lanciare un vero messaggio di pace che va oltre i confini dell'Italia. C'è un grande legame tra Italia e Spagna. A Vasto questa mostra, che è già stata in altri centri importanti italiani, ha una collocazione diversa e di grande emozione. Attraverso i rossi dei quadri che indicano i il fuoco, ma anche il sangue del celebre attacco alla cittadina, noi intendiamo dire che bisogna continuare con un grande messaggio di pace che a fondamento della nostra Costituzione Italiana e dell'Unione Europea"

Guernica (Gernika-Lumo) è la città basca che ha il triste primato di aver subito prima al mondo un bombardamento aereo a tappeto, il 26 aprile 1937 durante la guerra civile spagnola. Un attacco deciso a freddo, con migliaia di vittime innocenti, solo per testare l’efficacia di una allucinante strategia militare. Un evento che commosse Picasso e ne ispirò, in quello stesso 1937, una delle opere più famose. Per Sofia Gandarias, che a Guernica era nata nel 1951, quei lontani eventi sono un ferita dell’anima, una emozione intensa e penetrante che l’artista, prematuramente scomparsa nel 2016, ha voluto affidare alle grandi opere che dal 2 giugno al 10 luglio saranno in esposizione nelle prestigiose sale del Quarto della Marchesa di Palazzo d'Avalos.

All’inaugurazione ha preso parte Enrique Barόn Crespo, già presidente del Parlamento Europeo dal 1989 al 1992, l’uomo politico spagnolo che nel 1987 aveva sposato Sofia Gandarias. Nozze, per inciso, celebrate a Venezia, a testimonianza di un affetto per l’Italia mai venuto meno.

Lo dimostra anche questa mostra itinerante che, dopo i passaggi spagnoli, è approdata in Italia. Già a Firenze, Roma e Fermo. Ora a Vasto, unica tappa abruzzese, e quindi ad Assisi. A testimoniare il grido di dolore delle vittime della guerra e a lanciare forte un messaggio di fratellanza e di opposizione alla violenza. Non a caso le opere appartengono al Museo della Pace di Gernika.

La mostra abruzzese, oltre che dal Comune di Vasto, è organizzata infatti dalla Fondazione Immagine, l’ente presieduto da Luciano Di Tizio che cura la conservazione e la valorizzazione delle donazioni di Paglione in Abruzzo, ovviamente con la fondamentale partecipazione di chi l’esposizione l’ha realizzata: la curatrice Monica Baldi e gli spagnoli di Legado Gandarias e della Fundaciòn Yehudi Menuhin, che saranno tutti presenti al vernissage.

Sofia Gandarias è stata un personaggio di assoluto rilievo nell’arte contemporanea con opere e mostre che hanno lasciato il segno e con una costante attenzione verso i valori della tolleranza e della pace. Testimone del suo tempo ha anche consegnato alla storia dell’arte una serie di ritratti di protagonisti della cultura che ha avuto modo di incrociare: il virtuoso del violino Yehudi Menuhin (“l’uomo più saggio che abbia mai incontrato”), con la cui Fondazione ha subito iniziato a collaborare, e poi ancora Primo Levi, Nureyev, Rita Levi-Montalcini, Aligi Sassu e la moglie Helenita Olivares, Carlo Rubbia, Yves Montand, Pablo Neruda, Rafael Alberti e Papa Francesco, per citarne solo alcuni.

GUARDA IL VIDEO: