Applausi e grande commozione per lo spettacolo "Segre. Come il fiume"

Il regista Tucci: "Non bisogna perdere quella capacità di educare le nuove generazioni al rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo"

Cultura
martedì 28 gennaio 2020
di Lea Di Scipio
Applausi e grande commozione per lo spettacolo
Applausi e grande commozione per lo spettacolo "Segre. Come il fiume" © vastoweb.com

VASTO. Una Giornata della Memoria molto intensa quella che i vastesi hanno vissuto ieri, 27 gennaio, e che si è magistralmente conclusa con un emozionante appuntamento.

"Segre. Come il fiume", questo il titolo della piece andata in scena al Teatro Rossetti, registrando una grande partecipazione di pubblico, particolarmente coinvolto e commosso.

L'attrice Alberta Cipriani, classe '93, diretta da Antonio G. Tucci, entrambi originari di Ortona, ha ripercorso le drammatiche tappe dell'amara esperienza vissuta da Liliana Segre, dalla fuga da Milano, alla deportazione ad Auschwitz, fino al suo "ritorno" alla vita.

Un viaggio nelle profondità degli inferi che si è concluso solo materialmente, poiché impossibile liberarsi dello strascico di un così crudele ricordo. Come la Segre ha spesso detto, raccontare significa far riemergere ogni volta quella banalità del male consumatasi senza giustificazione e che l'ha inevitabilmente segnata per sempre.

Un dolore fisico, quindi, ma anche morale e che si è consumato nelle parole, ma soprattutto nelle "non parole" di chi si è fatto strumento accidioso e corrosivo, decidendo la strada dell'indifferenza. Dalla maestra Cesarina alle compagne di scuola, dalla madre superiora dell'istituto in cui la piccola Liliana torna, a quell'Italia che alla fine cercava di dimenticare le atrocità, tanto che i giornali stessi non mettevano in evidenza nessuna notizia a riguardo. Questo il dolore più grande che la nostra concittadina onoraria ha dovuto sopportare a soli 13 anni. La violenza dell'indifferenza.

La serata si è conclusa tra applausi incessanti e la salita sul palco del regista Tucci che ha detto: "questo spettacolo nasce dalla volontà di continuare tenaci nel dovere della Memoria. Abbiamo visto le testimonianze video di Liliana Segre e letto libri, ma non ci è bastato. Tre anni fa siamo riusciti ad incontrarla per condividere questa idea. Proporre una storia di nomi ed eventi, con l'idea della lavagna per conferire un senso pedagogico. Sul titolo, che in genere si decide a ridosso delle ultime prove, le ho chiesto quale avrebbe preferito. E lei non aveva avuto dubbi, avrebbe voluto chiamarlo 'indifferenza', un concetto che è dentro ogni parola che Alberta pronuncia nel corso della narrazione. Oggi si corre il rischio che questo capitolo deplorevole della storia possa ridursi a due pagine. Non bisogna perdere quella capacità di educare le nuove generazioni al rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo. Questo spettacolo serve a rendere attivi gli spettatori. Solo colui che ascolta diventa erede della memoria e oggi voi lo siete diventati tutti, nella speranza che questo orrore non possa più ripetersi nella storia dell'uomo".

Ad introdurre la serata gli interventi del Sindaco di Vasto Francesco Menna e del Presidente dell'Anpi Domenico Cavacini. Ha partecipato anche la scuola civica musicale Florindo Ritucci Chinni.