Uffici Cultura, Febbo e Campitelli: "Nessuna chiusura, ma nuovo assetto del dipartimento"

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Vasto mercoledì 04 dicembre 2019
di La Redazione
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Mauro Febbo
Mauro Febbo © Vastoweb

PESCARA. “Non vi è nessuna chiusura degli uffici ma solo una rideterminazione dei responsabili di ufficio delle Agenzie per la promozione culturale di Lanciano e Sulmona che resteranno operative ed aperte come sempre”. Questo il commento dell’assessore regionale alla Cultura Mauro Febbo e suo collega di giunta Nicola Campitelli che spiegano quanto segue: “Paradossale e assurdo ricevere critiche e denunce proprio da coloro che in questi anni hanno lasciato la Regione Abruzzo senza un assessore alla Cultura, senza fondi e quindi priva di una programmazione certa. Sulmona come Lanciano non verranno assolutamente depotenziate e le unità lavorative rimarranno le stesse. Anzi, questo Governo regionale – continuano Febbo e Campitelli – ha approvato una riorganizzazione seria e concreta della macchina regionale corrispondente alle coperture finanziarie disponibili per colmare le inadempienze causate proprio dalla Giunta D’Alfonso che, peraltro, ha proceduto ad un insensato e dannoso pre-pensionamento di centinaia di dipendenti a cui si aggiungono quelli di quota 100 (Sic !!!), ha lasciato la Regione priva, per 5 anni, dell’assessore alla Cultura (e Turismo) impegnandosi solo in interventi spot lasciando orfane tutte le istituzioni meritorie della Regione. In questi mesi, infatti, abbiamo riorganizzato gli uffici territoriali del Dipartimento Cultura della Regione Abruzzo con un nuovo assetto dei responsabili di ufficio, dando concretezza alle legittime aspettative dei professionisti della Cultura con specifici bandi per le attività culturali e investendo nell’acquisto di nuovi testi da destinare alle biblioteche delle Agenzie per la promozione culturale, anch'essi per 5 anni mai acquistati!!! Pertanto – concludono Febbo e Campitelli – considero fuori luogo e pretestuose le accuse sollevate da alcuni esponenti di centrosinistra che solo oggi si accorgono come in Regione Abruzzo esiste anche un settore importante e strategico chiamato Cultura”.