Caro bolletta gas, oltre 9 milioni di italiani non riescono a riscaldarsi

Con avvento mercato libero rischio aumenti incontrollati.

Lavoro ed economia
Vasto domenica 03 febbraio 2019
di La Redazione
Gas metano
Gas metano © Web

ABRUZZO. Secondo Adoc, il 15% degli italiani non può permettersi il riscaldamento per la casa. Nel 2017, secondo Eurostat, sono stati difatti oltre 9 milioni le persone che non hanno potuto combattere il freddo in maniera adeguata.

Nel 2017 il 7,8% delle popolazione dell’intera Unione europea non ha saputo provvedere ad un’adeguata protezione dalle basse temperature. Un problema evidente in particolare in Bulgaria (36,5% della popolazione nazionale), Lituania (28,9%) e Grecia (25,7%). L’Italia si trova al 6° posto di questa classifica preceduta, oltre che dalle sopracitate nazioni, anche da Cipro e Portogallo.

La situazione comunque è in miglioramento: nel 2016 gli italiani a non avere case sufficientemente riscaldate erano quasi 10 milioni. Dal 2013 al 2017, invece, la quota di italiani in difficoltà con il riscaldamento domestico si è ridotta sempre più, passando dal 18,8% al 15,2%.

Per Adoc il problema principale sono gli alti costi da sostenere per la bolletta energetica, soprattutto in relazione ai bassi redditi.

L’ultimo aumento della bolletta del gas è stato pari al 2,3%. La spesa per la bolletta gas sarà pari di 1.150 euro, con un incremento del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ovvero a circa 105 euro/anno.

E con l’avvicinarsi del mercato libero il rischio di ulteriori, e non digeribili, aumenti è dietro l’angolo. L’Adoc fa presente che con la fine del mercato tutelato non si avranno più punti di riferimento come accade oggi con le tariffe amministrate. In questo modo, con il passaggio forzoso al mercato libero, i consumatori rischiano di subire aumenti delle bollette incontrollati. Serve un continuo monitoraggio delle tariffe e un’indicazione delle tariffe di riferimento, in modo da poter effettuare giuste e obiettive comparazioni tra le offerte. Basti pensare che, ad oggi, solo tre offerte del mercato libero presentano costi inferiori a quelli previsti dal mercato tutelato.