L'europarlamentare Daniela Aiuto lascia il M5S? L'intervista a La Stampa

Alla base un problema di "comunicazione"

Politica
Vasto mercoledì 10 ottobre 2018
di La Redazione
Daniela Aiuto
Daniela Aiuto © Daniela Aiuto

VASTO. L'europarlamentare vastese Daniela Aiuto ha rilasciato un'intervista al quotidiano La Stampa in cui dichiara di voler lasciare il Movimento 5 Stelle. Il giornalista Jacopo Iacoboni titola così: "Basta, lascio i 5 Stelle. Casaleggio controlla tutto, ci chiedono le password dei social, entrano nelle nostre vite. Non è questo il movimento in cui ho creduto". Fra le prime motivazioni è annoverato un problema di "comunicazione".

"Nel Movimento 5 Stelle - si legge nell'intervista - gli eletti sono al servizio della comunicazione, e non il contrario. Comunicazione fatta di persone di solito provenienti dalla Casaleggio, o scelte lì. Queste persone sono diventate il gestore delle nostre esistenze, non della comunicazione soltanto. Entrano nelle nostre vite perché possono decidere il successo o l’affossamento mediatico del singolo eletto. Si è arrivati anche a dire a qualche mia collega come doveva truccarsi o vestirsi. E non si colgono più i contorni dei criteri di meritocrazia".

Il giornalista ripercorre poi a grandi linee una vicenda che vide la Aiuto protagonista, cioè quella per cui arrivò ad auto sospendersi perché alcuni giornali raccontarono che aveva chiesto dei rimborsi al Parlamento europeo a seguito di una ricerca svolta e che era stata invece copiata da internet. La Aiuto si difese sostenendo che era lei stessa parte lesa in quanto aveva incaricato e pagato una società di consulenza. Una storia che finì senza nulla di fatto e che la vide impossibilitata a dimostrare le sue ragioni.

Alla domanda del giornalista su chi fosse l'intermediario della Casaleggio in Europa, la deputata risponde: "Cristina Belotti, poi oggi al ministero con Luigi Di Maio. Io fino al febbraio 2017 avevo un ottimo rapporto con Luigi, a Roma é capitato anche di pranzare insieme, si parlava di quello che noi facevamo in Europa, cosa che giustamente lo interessava molto, ed eravamo diventati quasi amici. Poi è sparito, non mi ha più risposto. Una cosa che umanamente mi dispiace. Non faccio di tutta l'erba un fascio, nel Movimento ci sono tantissime persone che stimo. Io metto in discussione la subalternità di tutti alla comunicazione, cioè alla Casaleggio. Con me sono arrivati, per dire, a mettermi in pausa, come dicono loro, per due settimane per una foto uscita in un quotidiano locale accanto ad una Miss regionale. Una volta che mi autosospesi, mi fu persino imposto di togliermi una maglia con il simbolo del mio gruppo locale durante la marcia di Perugia per il reddito di cittadinanza. Quando mi hanno tolto l'uso del simbolo hanno iniziato a non sostenere più le mie iniziative sul territorio, e questo mi creava disagio perché si preferiva arrecare un danno al territorio, che veniva privato di informazioni ed eventi utili, non certo di promozione della sottoscritta. I boicottaggi avvenivano per mezzo e bocca dei leader locali benvoluti dai vertici. Un sistema piramidale che vige a Roma e si ripete in tutte le regioni, col "capetto" e il "vicecapetto" di turno".

Tra le numerose domande poste a Daniela Aiuto anche quella su come viene esercitato il controllo gestito da Casaleggio:

"Le faccio un esempio minore: la Belotti chiese a tutti noi eletti di consegnare la password di accesso alle nostre pagine facebook. Lei voleva avere il potere di cancellare qualunque post ritenesse poco opportuno. Io ovviamente non gliela diedi, ma tanti altri si".

Sull'accordo con la Lega che governa insieme al M5S l'europarlamentare risponde: "Politicamente è cosa saggia avere accordi prima delle elezioni, meglio se scritti. Raggiungere percentuali che avrebbero consentito un governo monocolore del movimento era francamente irrealistico. La Lega sarà sembrata la forza politica che almeno sui punti economici potesse avere delle basi in comune".