Pierluigi Torre, il geniale progettista della "Lambretta"

​Arturo Cauli ripercorre la vita dell'ingegnere pugliese

giovedì 26 marzo 2020
di La Redazione
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Pierluigi Torre, il geniale progettista della
Pierluigi Torre, il geniale progettista della "Lambretta" © Web

VASTO. Pochi sono i giovani di oggi che conoscono l’esistenza del mitico mezzo a due ruote chiamato “Lambretta” ed il nome di chi l’ha ideato e progettato.

L’azienda produttrice della Lambretta è stata la Società “ Innocenti” mentre il progettista del famoso scooter è stato Pierluigi Torre, un ingegnere pugliese nato a Vieste, in provincia di Foggia, nel 1909 . Grazie al genio di questo formidabile ingegnere meridionale, migliaia di italiani di ogni ceto sociale ed età , dal 1947 alla fine degli anni ‘60 del secolo scorso, hanno avuto la possibilità di spostarsi lungo le polverose ed accidentate strade italiane per lavoro o per svago. Al successo della “Lambretta” seguì, poco dopo, quello della concorrente “Vespa” della Società “ Piaggio” di Pontedera, progettata dall’altro grande meridionale, l’ingegnere abruzzese Corradino D’Ascanio.

L’idea di produrre la Lambretta nacque nel 1946 nella testa di un imprenditore toscano trasferitosi a Milano prima del secondo dopoguerra, Ferdinando Innocenti, già titolare di una fiorente industria produttrice di tubi chiamati “Innocenti” utilizzati per le costruzioni di impalcature nell’edilizia.

In quell’anno Ferdinando Innocenti, venuto a conoscenza delle grandi doti ingegneristiche del Torre, soprattutto della sua esperienza in fatto di materiali resistenti e leggeri, maturata nella progettazione di aerei, lo chiamò a Milano e gli conferì l’incarico di progettare un mezzo motorizzato a due ruote, semplice, robusto, di piccola cilindrata, utilizzando un telaio fatto con i suoi “tubi Innocenti”. L’Ingegner Torre si occupò di tutta la progettazione meccanica della Lambretta, mentre il giovanissimo designer, grafico pubblicitario e creativo Daniele Oppi, si occupò della semplice e minimalista carrozzeria.

La Lambretta era costituita, semplicemente, da una piccola pedana in lamiera , un piccolo serbatoio per la miscela olio-benzina, un motore a due tempi, un piccolissimo “bagagliaio” che serviva più che altro per riporre la colazione per il lavoro o dei panini per la scampagnata. Le selle erano due: una per il guidatore e l’altra per il passeggero. Gli attrezzi minimi, con l’inevitabile candela di ricambio, erano inseriti nel terminale del telaio, sotto la sella. In seguito, a causa delle frequenti bucature delle ruote, si rese necessario collocare anche una ruota di scorta, prima al centro, sulla pedana, poi sul retro. Il primo modello fu brevettato con il nome “Lambretta” Innocenti, poiché il capannone della fabbrica sorgeva nelle vicinanze del fiume Lambro a Milano. Fu presentato in anteprima a Parigi già nello stesso anno. La produzione partì dall’anno dopo con pochi esemplari, ma subito fioccarono gli ordinativi a migliaia. Qualche anno dopo, però, lo scooter Vespa, meno spartano e più elegante, si affermò rapidamente nel panorama italiano contendendo alla Società di Lambrate il primato delle vendite .

Nell’Italia uscita dalla guerra, oltre al dualismo Coppi-Bartali, nacque quello tra i “lambrettisti” e i “vespisti “. Ma chi era Pierluigi Torre , geniale ingegnere pugliese nato a Vieste nel 1909 e morto a Milano nel 1976?

Era un giovane studioso, appassionato di motori e di macchine di ogni tipo, dalla carriera scolastica e universitaria brillantissima. Si era laureato in Ingegneria Meccanica ed Elettrotecnica presso il Politecnico di Torino ad appena vent’anni, subito dopo aveva conseguito anche la laurea in Ingegneria Aeronautica, settore questo che lo appassionerà sempre più. Negli anni, grazie ai suoi progetti e ricerche in campo aeronautico militare, conseguì prima il grado di Colonnello e poi quello di Generale ad appena 45 anni d’età. Progettò, insieme all’Ingegner Marchetti il famoso idrovolante Savoia-Marchetti S.55 e poi il modello S.55X con cui Cesare Balbo effettuò la seconda trasvolata dell’Atlantico del 1933.

E’ importante ricordare che Pierluigi Torre aveva anche progettato e brevettato, per gli aerei militari del tempo, un dispositivo che registrava in automatico i dati del volo, l’antesignano della “scatola nera”. Oltre a questo aveva anche fatto ricerche per la progettazione di una macchina fotografica tridimensionale. E’ interessante evidenziare, infine, come le vite professionali dei due grandi progettisti meridionali, Pierluigi Torre e Corradino D’Ascanio, si siano sviluppate in modo parallelo: entrambi appassionati di aeronautica, tutti e due progettisti di “scooter”, titolari di numerosi brevetti ed entrambi docenti universitari presso le facoltà di ingegneria (Politecnico di Milano , Pierluigi Torre e Università di Pisa , Corradino D’Ascanio, nostro conterraneo).

Ing. Arturo Cauli