Memorie

Vasto Doc
mercoledì 16 settembre 2020
di Dott. Giovanni Ruggiero
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L’errore più comune che con buone probabilità potresti commettere, è quello di immaginare che la memoria, sia solo qualcosa riguardante il cervello. Qualcosa tipo: Dove sono i ricordi? Nel cervello, ovviamente!

Ed è vero, capiamoci. Nessuno potrebbe mai insinuare il contrario: saprai bene che ci sono persone, che a seguito di danni cerebrali, hanno perso la memoria, non è certo una novità.

Ma esiste un’altra forma di memoria che vive nel corpo, una specie di memoria corporea, vive nei gesti.

Allora: immagina che se non sei vissuto nella pubblicità del soleggiato mulino, tutto affetti, sorrisi e benevolenza, probabilmente sei passato nella trafila della vita comune, che in un modo o nell’altro ci segna tutti.

Come ci segna? Beh, ci possono essere i famosi traumi psicologici che sono eventi, di un’entità obiettivamente forte: di solito uno solo di questi eventi, è sufficiente per creare scompensi, più o meno gravi, che lasciano segni e strascichi fino all’età adulta.

La sfortuna, è che ne esistono altri, che non hanno la violenza di un terremoto, ma invece sono più simili a tante piccole e ripetute scosse: se l’edificio non crolla, comunque presenterà delle crepe e, nella peggiore delle ipotesi, non sarà più abitabile.

Spesso di questi traumi che ora definirò piccoli, oppure minori, lasciano anche una traccia cosciente, ma soprattutto un determinato modo, inconsapevole, di reagire davanti a certi eventi o situazioni.

Ti invito a far caso a una cosa: davanti a determinate situazioni, il tuo corpo reagisce in una maniera strana: il respiro smette di fluire libero e ti accorgi di avere una sorta di nodo alla bocca dello stomaco, che ti porta a respirare solo con il torace. Oppure all’improvviso c’è un senso di allarme, le braccia possono irrigidirsi, e avere quasi una sensazione di svenimento, oppure, altra situazione che mi capita di notare con una certa frequenza, esistono delle contratture e delle rigidità muscolari che non sono riconducibili a nessun evento recente.

Ecco: se il cervello sembra non avere spiegazioni plausibili, il tuo corpo invece ne mostra i segni.

Hai mai sentito dire che “la mente mente, e il corpo non mente mai”?

No, il tuo corpo non ha ricordi fatti di immagini e suoni, come nei ricordi “tradizionali”, se è quello che ti stai chiedendo. tuttavia il corpo è il palcoscenico dove tutte le vicende spiacevoli, di un certo grado di spiacevolezza, hanno lasciato i segni ed è il luogo in cui te li vivi.

Immagina che da piccolo tu abbia avuto un avvenimento spiacevole X. Magari è stato troppo grande da poterci far fronte, magari la paura è stata tanta, magari la rabbia, che poi è implosa, era troppa da poter essere tollerata oppure avresti corso dei rischi, esprimendola.

Ma seguendo il pensiero darwiniano, dovevamo sopravvivere. E per sopravvivere il nostro corpo ha dovuto funzionare come un grosso contenitore dove incamerare dispiaceri, frustrazioni, paure e angosce.

E allora si è creato un cinogramma, ovvero una particolare postura, un particolare modo di respirare, un particolare modo di utilizzare i muscoli, che è servito ad incassare il colpo, senza farci impazzire.

Poi magari di quel ricordo in particolare, se ne è perso il ricordo cosciente, oppure ci siamo abituati, adattati ad un certo tipo di avvenimenti.

Ma i segni, quei campanelli di allarme, li abbiamo tutti, ma spesso non li ascoltiamo e li lasciamo andare. E difficile saperli ascoltare, cosi come è difficile utilizzarli per accrescere la nostra esperienza di vita, in quanto individui, senza una guida che sappia fare strada.

E vorrei dirti infine, che se certi ricordi li abbiamo dimenticati, un motivo c’era.