Quattro anni a Iannone, i piloti: "Persona trasparente, squalifica esagerata"

"Posso capirlo e pensare come si senta adesso. Gli è stata tolta la sua ragione di vita, la sua passione più grande, gli sono vicino."

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venerdì 13 novembre 2020
di Francesco Di Fonzo
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Andrea Iannone
Andrea Iannone © Personale

VASTO. La sentenza shock che ha condannato Andrea Iannone a ben quattro anni di squalifica per doping, ha suscitato un forte senso di solidarietà all'interno del mondo della Moto Gp. Se le prove addotte circa la contaminazione accidentale per via alimentare non hanno convinto il TAS, non sembrano invece aver lasciato dubbi ai suoi colleghi, concordi nel giudicare assolutamente eccessivi i quattro anni di squalifica che Andrea sarà costretto a scontare. La redazione di Sky Sport ha raccolto le parole di sostegno, affetto, conforto ed incondizionata fiducia del mondo della Moto Gp nei confronti del pilota italiano.

Tra i primi a schierarsi a favore di Iannone è stato il connazionale Valentino Rossi, che ai microfoni di Sky Sport ha manifestato tutto il proprio dispiacere per l’accaduto, rimarcando più volte come i quattro anni di fermo siano un tempo pressoché infinito per un pilota: "Mi dispiace moltissimo per la squalifica di Andrea, 4 anni sono davvero tanti. 18 mesi mi sembrava una cosa normale, più gestibile, 4 anni invece sono un tempo infinito. Posso capirlo e pensare come si senta adesso. Gli è stata tolta la sua ragione di vita, la sua passione più grande, gli sono vicino."

Dello stesso avviso Morbidelli, che ha focalizzato le proprie dichiarazioni sulla correttezza e sulla trasparenza di Andrea. Parole al miele quelle del campione del mondo di Moto 2 del 2017, che ha mostrato grande vicinanza nei confronti del collega, sottolineando l’importanza di prestare un livello di attenzione maggiore onde prevenire il ripetersi di situazioni analoghe: "Se è stata veramente una contaminazione significa che bisogna stare molto attenti in futuro, 4 anni sono davvero tanti. Il messaggio che mi sento di mandargli è un forte abbraccio, il più forte possibile. Mi dispiace tantissimo per quanto gli stia succedendo, Andrea è una persona trasparente, credo nella sua buona fede. Spero che rimanga forte in quasto periodo".

Anche secondo Bagnaiail TAS è stato fin troppo duro con il pilota Aprilia, emettendo una sentenza definita “esagerata” e “fuori di testa”. Dichiarazioni che ben chiariscono cosa voglia dire in concreto una squalifica tanto lunga, per un ragazzo, ancor prima che un pilota, probabilmente solo molto sfortunato, trovatosi protagonista di una vicenda che presenta ancora moltissime ombre.

Queste le sue parole: "Non sapremo mai effettivamente come siano andate le cose, è difficile per me commentare, purtroppo questa è una pagina un po' scura del nostro sport. Sono successe cose simili in altri sport, nel nostro è la prima volta. Penso che 4 anni di squalifica siano veramente eccessivi. Penso sia stata sfortuna, la sua, oppure qualcosa che non so ma mi dispiace per Andrea, ha sempre dimostrato di essere uno dei più forti piloti soprattutto nel corpo a corpo, è sempre stata una bella presenza nel Mondiale. Spero che non si ripeta più quanto successo. Ribadisco: si tratta di una squalifica esagerata, fuori di testa,anche se io non sono nessuno per poter dire cosa sia realmente successo, un motivo ci sarà se gli anni dato 4 anni di squalifica, anche se è sicuramente eccessivo".

All’appello non poteva mancare l’ex compagno di team Alex Rins, che ha rimarcato il legame che lo unisce a Iannone, descritto non solo come un pilota di grande talento, ma soprattutto come una bellissima persona. Il pilota Suzuki manda un messaggio di vicinanza e supporto all’amico che, a suo dire, deve “solamente” restare tranquillo:

"Per me è una triste notizia la squalifica a 4 anni di Iannone, lui è un pilota con tantissimo talento, abbiamo corso nello stesso team per 2 anni, è una bellissima persona, mi dispiace tanto. Deve restare tranquillo e aspettare"

In una vicenda molto triste per tutto il mondo dello sport, da Valencia, dove si correrà il penultimo Gran Premio della stagione, è stata emessa un’ altra sentenza, ben diversa da quella di un giudice.