LA STORIA DI VASTO
Le origini di Vasto si perdono nella leggenda.
Tradizione vuole che Diomede, re dell'Etolia, si esiliò volontariamente dopo l'assedio di Troia e, alla guida dei suoi sudditi, sbarcò sulle splendide coste dell'Italia meridionale, fondando diverse città.
Nel suo viaggiare, il condottiero fu colpito dallo splendido golfo lunato - che, secoli dopo, sarebbe diventato il "biglietto da visita" del litorale abruzzese - e dal promontorio che la sovrastava, tanto simile al monte Istone di Corfù, da ispirare in Diomede il nome Histon.
Le ricostruzioni storiche collocano, in ogni caso, la costituzione del primo centro abitato nel 1184 a.C., 10 anni dopo la fine della guerra di Troia. La città crebbe a partire dal V secolo, quando vi si insediarono i Frentani, popolazione di stirpe sannitica.
Principale attività era il commercio della lana, la cui tela in greco si chiama iston. Di qui il nome Histon, poi trasformato in Histonium quando, a seguito della guerra sociale (91-88 a.C.) la città divenne municipio romano, privilegio allora concesso solo alle popolazioni che i Romani non erano riusciti a sottomettere.
Histonium aveva la prerogativa di battere moneta. Il centro abitato vantava un campidoglio, le terme e un anfiteatro per le naumachie, ubicato proprio sotto piazza Rossetti, che ne richiama la forma. Importanti resti sono stati rinvenuti in via Adriatica, sul ciglio della balconata orientale, e in mare, nei pressi dell'attuale porto di Punta Penna, svariati chilometri a nord dell'attuale agglomerato urbano.
Oggi, la corona esterna dello stemma della città reca la dicitura: "Vastum olim Histonium Municipium Romanum".
L'epoca imperiale fu quella del massimo splendore ma, nel tardo impero, cominciò la lunga ed inesorabile decadenza, contraddistinta da numerosi saccheggi e tragiche distruzioni. Teodorico, re dei Longobardi, fece aggregare l'antica Vasto come gastaldato al Ducato di Benevento.
La città venne devastata, poi, nell'802 dai Franchi, guidati nella spedizione da Guasto d'Aimone, duca di Dordona, cui venne assegnata una parte del territorio su cui il dominatore, innamorato della bellezza dei luoghi che aveva appena distrutto, decise di ricostruirvi una città, che prese il suo nome. Altra parte del territorio fu assegnata ad un secondo nobile, della stirpe dei Gisone, e denominata per questo Guasto Gisone.
Tra il IX e il XVI secolo, la città fu travolta da numerose guerre e saccheggi. Ad ogni devastazione, seguì una ricostruzione ed una successiva distruzione. Il Guasto fu assalito prima dai Saraceni e dagli Ungari, poi divenne possedimento dell'Abbazia di San Giovanni in Venere dal 1041 al 1271.
Lasciarono il segno anche le scorribande di Crociati (1194) e Veneziani (1240). Nel 1177, Vasto ottenne da Papa Alessandro III l'indulgenza plenaria in forma di Giubileo, che tuttora si celebra ogni anno nella chiesa di Sant'Antonio da Padova la terza domenica di gennaio.
Fino alla metà del Novecento, l'evento religioso si svolgeva nel vicino tempio di San Pietro del quale, dopo la frana del 1956 che interessò il costone orientale, rimane solo il portale.
Papa Alessandro III rimase a Vasto dal 7 febbraio al 9 marzo del 1177, giorno delle Ceneri, bloccato da una violenta tempesta. Carlo III di Durazzo dispose la fusione del Guasto d'Aimone col Guasto Gisone.
Successivamente la città passò nelle mani di diverse casate nobiliari spagnole: i Caldora (che fecero costruire le fortificazioni ancora evidenti nel centro storico: Castello Caldoresco, Torre di Bassano, Torre Diomede de Moro e Torre di Santo Spirito) , poi i Guevara e i D'Avalos che, dopo altre due periodi di dominio dei Caldora e dei Guevara, si ripresero il feudo nel 1494 con il marchese Roderigo D'Avalos i cui discendenti rimasero in auge fino al 1798.
I D'Avalos cercarono di trasferire a Vasto i fasti della corte spagnola. Costruirono il Palazzo che porta il loro nome, raso al suolo nell'invasione turca del 1556 e poi ricostruito in stile rinascimentale.
Correva l'anno 1710, quando Carlo III d'Austria conferì ufficialmente il titolo di "città" a quella località che dominava uno splendido golfo lunato e, per la sua bellezza, venne definita la "Atene degli Abruzzi".
Vasto subì la dominazione francese e quella dei Borboni, cui si ribellò per prima in Abruzzo, dichiarando decaduto il Regno Borbonico e issando la bandiera tricolore sotto la quale Garibaldi riuscì a compiere l'Impresa dei Mille.
Era il 4 settembre del 1860. Un nuovo cambio di denominazione fu determinato, nel 1938, da regime fascista, che impose un recupero della tradizione dell'antica Histonium denominando la città Istorio. Tornò Vasto nel 1944.
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