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Autoporto chiuso, Giangiacomo: senza di noi non si sarebbe fatto

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VASTO – “Dal luglio 2008 sono passati 20 mesi e che oggi ci sia necessità di manutenzione per poche decine di migliaia di euro mi sembra cosa abbastanza scontata”. Secondo Fabio Giangiacomo, ex presidente del Coasiv, consorzio per l’area di sviluppo industriale del Vastese, sull’autoporto di San Salvo il consigliere regionale Nicola Argirò (Pdl) “cerca di buttarla in confusione”. La struttura è chiusa nonostante l’inaugurazione ufficiale dell’estate di due anni fa. 
“Gli imprenditori di San Salvo – afferma Giangiacomo – sanno bene che, con l’ultima gestione del Coasiv, si sono fatti più lavori  di quanti ne siano fatti nei 10 anni precedenti e tanto mi potrebbe bastare. Dalla mia  parte i fatti, invece dalla parte di Argirò solo le parole, le suggestioni e, addirittura, le bugie”. L’ex presidente del consorzio industriale sostiene che “Argirò, pressato da Confindustria, dalle associazioni di categoria e dai Sindaci,  rispetto ai  ritardi regionali sulla messa a bando della gestione e apertura dell’autoporto, ha cercato di buttarla in confusione. La verità e tutta un’altra: l’autoporto è pronto e collaudato in tutti e sei i lotti fin dal luglio 2008  e dall’avvento della nuova giunta regionale nulla è stato fatto ed, anzi, lo stesso assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, ha detto più volte che bisognava attendere la messa in azione dell’intero sistema logistico con a capo l’interporto di Manoppello: campa cavallo che la crisi avanza! Lo stesso Argirò, sempre prodigo di comunicati stampa, aveva detto nei mesi scorsi di aver convinto Morra dell’esigenza dell’apertura immediata della infrastruttura consortile e, anzi, aveva ribadito lo stesso concetto al presidente della Giunta Regionale, Gianni Chiodi.
Se l’apertura sollecita dell’autoporto da parte della Giunta di centro-destra era cosa scontata, come sembra dire oggi Argirò, che bisogno c’era di tutta quell’opera di persuasione qualche mese fa?
Comunque, mentre il centro destra si gingillava in oziose discussioni sulla logistica, dal luglio 2008 sono passati 20 mesi  e che, oggi, ci sia bisogno di poche diecine di migliaia di euro di manutenzione mi sembra cosa abbastanza scontata. Peraltro la presentazione pubblica dell’opera del settembre 2008, gratificata dalla presenza dell’onorevole Remo Gaspari che l’ha vista finita dopo averla congeniata venti e più anni prima, era stata ideata,  sopratutto, al fine di sollecitare la Regione a fare il Bando ed avviare la gestione dell’autoporto,  già oggetto di vari furti e manomissioni, regolarmente denunciati ai Carabinieri ed alla Regione e soprattutto conseguenti ripristini da parte del Coasiv.
Solo suggestivo poi – afferma Giangiacomo – l’argomento dell’adeguamento della linea elettrica, in virtù di normative intervenute dopo la fine dei lavori e del collaudo ( atto pubblico veridico fino a querela di falso)e che, con riserva di migliori approfondimenti, sembrerebbe  riguardare solo adempimenti relativi al semplice  allaccio all’Enel per potenze superiori a 100 MW al fine di evitare microinterruzioni alle linee vicine. Quindi, si poteva richiedere l’allaccio per potenza inferiore a 100 MW e, dopo il bando, far adeguare l’impianto all’occorrenza al vincitore della gara; ma si badi bene si tratta sempre e comunque di banali interventi di 15-20mila euro. Del resto se l’autoporto fosse rimasto fermo per venti mesi,  per queste banalità, la responsabilità di Argirò e della Regione sarebbero ancor più gravi.                Mi preme sottolineare che quando il nuovo consiglio d’amministrazione del Coasiv si è insediato ha trovato una assoluta insufficienza di fondi per avviare e completare gli ultimi 2 lotti dell’autoporto  (rampe e magazzini) ed ha fatto ricorso a fondi propri per diverse centinaia di migliaia di euro, alla collaborazione finanziaria del distretto industriale diretta dall’onorevole Arnaldo Mariotti ed a quella amministrativa del consigliere regionale Antonio Boschetti.            Dispiace verificare infine che,  pur di giustificare la propria inadeguatezza non ci si faccia scrupolo di attaccare indirettamente, non solo l’ottimo personale tecnico del Coasiv,  ma  anche l’ultimo consiglio d’amministrazione e, in particolare, l’avvocato Manuele  Marcovecchio, buon co-protagonista di tutte le vicende consortili e, soprattutto – conclude Giangiacomo – dello stesso partito di Argirò”.               

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