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Recinzioni in spiaggia, Legambiente assegna la "Bandiera nera"

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VASTO – La legge salva-recinzioni fa guadagnare (si fa per dire) all’Abruzzo la Bandiera nera 2010. L’odiato vessillo assegnato da Legambiente alle località che non sanno proteggere il proprio mare  è stato assegnato quest’anno all’intera regione dopo l’approvazione in Consiglio regionale della sanatoria che consente agli stabilimenti balneari di mantenere o realizzare recinzioni alte un metro e 80 centimetri intorno a bar e cabine in spiaggia. Un provvedimento già oggetto di numerose polemiche sollevate da centrosinistra e ambientalisti. A Vasto da anni è in atto il braccio di ferro tra l’amministrazione comunale, che intende ripristinare gli accessi al mare, e i balneatori dell’associazione Lidi Vastesi, che ritengono le reti esterne necessarie per la sicurezza. La questione è finita più volte davanti al Tar, tribunale amministrativo regionale, che ha dato ragione al Comune. Fino a quando le regole non sono cambiate. “Un voto segreto – commenta Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – espresso su una proposta avanzata da tre consiglieri regionali, pensata ad hoc per sanare la situazione di alcuni stabilimenti balneari fuorilegge ha portato ad una scelta considerata nefasta da tutte le principali associazioni ambientaliste, dagli amministratori locali e persino dalle associazioni di categoria. Perché oltre a premiare gli abusivi del litorale, preclude la vista del mare e riduce la libertà di accesso alla spiaggia, avvalorando l’idea della spiaggia come proprietà privata e non come bene comune”.  Per Legambiente, ora bisogna correre ai ripari, avviando “un percorso partecipato e condiviso di revisione del Piano demaniale regionale, che per la sua complessità non può essere emendato a pezzi secondo le convenienze politiche del momento”.

Giuseppe Ritucci

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