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Guardiano notturno ucciso a calci, ultima udienza del processo

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SAN SALVO – Si conclude oggi, in Corte d’assise, a Lanciano, il processo per l’omicidio di Cosimo Cava, il buttafuori morto a San Salvo quasi 4 anni fa al termine di una violenta colluttazione al di fuori di un casolare di campagna. Due gli imputati: Alberto Zimarino, 35 anni, e Marco Fabrizio, 43, entrambi artigiani sansalvesi. Sono accusati di omicidio preterintenzionale.

La tragedia si consumò nella notte del 27 gennaio 2007 in una masseria di proprietà di Zimarino che si trova ai margini della zona industriale di Piana Sant’Angelo, dove un banchetto organizzato per l’uccisione del maiale degenerò improvvisamente, trasformandosi in litigio e poi in rissa. Nella violenta colluttazione, Cava ebbe la peggio. Fu raggiunto da pugni e calci. Secondo l’autopsia eseguita all’epoca dei fatti, fu un violento colpo ricevuto in faccia a stroncarlo. I carabinieri denunciarono inizialmente sei persone presenti sul luogo del delitto.

Le successive indagini portarono a restringere il cerchio ai due imputati, difesi dagli avvocati Giovanni e Antonino Cerella, Nicola Artese e Manuela De Nicolis, che sostengono la non colpevolezza dei loro assistiti. Secondo loro, la morte sarebbe la conseguenza della violenta rissa, ma non la causa diretta dell’azione di Zimarino e Fabrizio. Il pm, Francesco Prete è di tutt’altro avviso. La corte ora deve decidere se i due sono colpevoli o innocenti.

micheledannunzio@vastoweb.com

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