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Terme chiuse, resti romani e Palazzo D'Avalos, vertice urgente

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VASTO – Un vertice per decidere il futuro delle terme romane e della passeggiata archeologica di via Adriatica. Programmato per lo scorso 17 novembre, l’arrivo a Vasto del nuovo Soprintendente ai beni archeologici per l’Abruzzo, Andrea Pessina, si terrà nei prossimi giorni, “prima di Natale”, annuncia Luciano Lapenna, sindaco di Vasto.

Terme e resti romani. Una passeggiata archeologica dalla balconata di via Adriatica fino alle terme romane. Era stata annunciata tre anni fa. Nel 2010, riscoprire i resti più interessanti dell’antica Histonium, la Vasto dell’epoca romana, è praticamente impossibile, perché le terme sono abbandonate e i reperti sottostanti la balconata di via Adriatica si possono vedere solo dall’alto.

La passerella creata per guardarli da vicino non ha una ringhiera. Ma il peggio arriva entrando nelle terme. Già la scorsa estate cancello sbarrato. Del percorso archeologico da concludere tra i mosaici delle piscine romane non c’è traccia. Sui ponteggi bisogna fare lo slalom in mezzo alla sporcizia e ai rifiuti. Per i turisti la zona è off-limits, ma non per chi scavalca la recinzione e scrive col pennarello sui mosaici. O bivacca, lasciando a terra carte, lattine e bottiglie.

Terme e passeggiata archeologica verranno probabilmente affidate in gestione a privati. La scorsa estate si era offerta l’associazione Vigili del fuoco in congedo. Ora pare sia giunta all’amministrazione comunale anche qualche altra offerta.

Palazzo D’Avalos. Nel vertice si parlerà anche di Palazzo D’Avalos. A breve l’inaugurazione di tre stanze ristrutturate dal Comune. Altre 5 verranno rimesse a nuovo. Ma le facciate e il cortile sono degradati. E l’angolo Nord-Est è ancora di proprietà privata, messo in vendita qualche anno fa su Ebay per la cifra di 2 milioni di euro.

Via Adriatica. “Chiedo che torni ad essere un’area verde l’inutile marciapiede realizzato negli anni Novanta nella zona compresa tra l’antico portale della chiesa di San Pietro e campana major dell’omonimo tempio caduto nella frana del 1956”. La proposta è di Ivo Menna, candidato sindaco della lista civica La Nuova Terra. “Ripristinare l’area verde con delle panchine sarebbe utile, mentre così com’è questa zona lastricata a basole non serve a nulla: è rovente d’estate e deserta negli altri mesi dell’anno. Anzi, ci salgono con le auto”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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