vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Lapenna: "Primarie? Non ci sarò". Si cerca un'intesa tra i due fronti

Più informazioni su

VASTO – La partita si sposta su altri campi. Quelli di Chieti e Pescara. Saranno la segreteria provinciale e quella regionale del Partito democratico a stabilire il metodo per la scelta del candidato sindaco di Vasto. Nell’assemblea di stamani, conclusasi attorno alle 14, dopo 4 ore di discussione, non è stata assunta una decisione definitiva. Il sindaco, Luciano Lapenna, ha detto chiaramente che non parteciperà alle primarie chieste in un documento firmato, a detta dei proponenti, da 144 iscritti su 270. Per evitare la spaccatura in due tronconi (lapenniani e primaristi), il segretario provinciale, Camillo Di Giuseppe, ha chiuso la riunione assicurando che a livello provinciale e regionale verrà affrontata la questione per trovare una soluzione condivisa in un momento in cui, a livello nazionale, è lo stesso leader dei Democratici, Pierluigi Bersani, a frenare sulle primarie.

Il comunicato. Nel pomeriggio la nota ufficiale della segreteria locale: “La via d’uscita, dopo quanto è emerso dal dibattito, potrebbe essere la disponibilità del sindaco uscente alla candidatura alle primarie di coalizione come unico rappresentante del Partito democratico. L’assemblea, andata avanti per oltre 3 ore in un clima di confronto aperto e democratico, ha avuto qualche sussulto solo nella parte finale allorquando sono state ribadite le diverse posizioni interne. Il richiamo al dialogo ed al confronto fatto da Di Giuseppe e Forte ha consentito di chiudere i lavori dando appuntamento ad un nuovo dibattito
interno”.

L’annuncio di Lapenna. “Cari amici e cari compagni, se ci saranno le primarie, io non ci sarò. A questo gioco al massacro non ci starò”. L’annuncio arriva al termine di 22 minuti di discorso all’assemblea del Pd in corso nella sala Di Vittorio del quartiere San Paolo. Luciano Lapenna, sindaco di Vasto, ribadisce ufficialmente che non intende mettersi in competizione con i suoi colleghi di partito. Se verrà deciso di ricorrere al voto degli elettori per scegliere il candidato alla carica di primo cittadino per le elezioni del prossimo anno, a guidare la coalizione non sarà il sindaco in carica. Il documento dei primaristi sarebbe stato firmato da 144 persone su 270 iscritti totali al Partito democratico. Stamani, al dibattito, erano presenti circa 80 militanti. Al tavolo anche il segretario provinciale, Camillo Di Giuseppe.

Tra i primi interventi, si esprimono a favore delle primarie Maria Amato e Domenico Molino. Possibilista Fabio Giangiacomo, mentre è contrario Giancarlo Spadaccini, che ha definito Lapenna “il miglior sindaco di Vasto degli ultimi vent’anni”.

L’assemblea. Intorno alle 10, prende la parola il segretario del Pd, Peppino Forte. Ricorda le “defezioni” subite dal partito ad opera di “chi ha abbandonato” e poi ammette: “Siamo stati carenti nella comunicazione”. Usando un’espressione tratta dal linguagggio commerciale, “non siamo stati capaci di vendere il prodotto realizzato” e questo “è stato sfruttato dalle forze politiche avversarie”.

“La città – sottolinea Forte – attende un segnale da questa assemblea. Provo fastidio, quando leggo che questa è una resa dei conti, una faida nel Pd. La dialettica interna è il sale della democrazia”.

Il segretario provinciale. “I vertici regionali del partito mi hanno detto: in tutti i comuni d’Abruzzo in cui si vota per le elezioni amministrative si vada alle primarie, anche dove c’è in carica un sindaco del Partito democratico”. E’ l’annuncio del segretario provinciale, Camillo Di Giuseppe, che precisa: “Le primarie non mettono in discussione l’operato dell’amministrazione comunale di Vasto, su cui il giudizio è positivo e condiviso”.

Lapenna. Il sindaco prende la parola dopo Forte e Di Giuseppe. Rivendica l’operato della sua amministrazione e le difficoltà legate alla crisi economica e alle vicende giudiziarie che hanno dilaniato il partito a livello regionale: il riferimento è alle inchieste giudiziarie che coinvolgono pesantemente, dal 2008, l’ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, e altri politici di spicco. Lapenna ricorda subito le elezioni, “che vinsi con 13mila voti” al ballottaggio “contro i 9mila del mio avversario”, Giuseppe Tagliente. “Feci stampare il programma elettorale in migliaia di copie e dissi: Conservatelo questo programma”. Quindi un accenno alle casse municipali prosciugate dalla crisi economica e dai conseguenti tagli delle “rimesse statali che, dai 10 milioni di euro del 2006, si sono ridotti a 6”, oltre “al terremoto, a seguito del quale sono venute meno le risorse regionali”, con un ulteriore diminuzione dovuta alla necessità di “ripianare il debito sanitario. Il nostro programma era più ambizioso. Invece, ci siamo ritrovati a fare i conti della serva”. E poi “la questione morale, che ha investito il nostro partito, decapitandolo e livello regionale. Pensate che questo non abbia influito?”.

Coalizione sfilacciata. Lapenna dice di essersi trovato di fronte, fin dal 2006, “un Consiglio comunale che ha dato da subito segnali di irrequietezza” e “a coloro che ci ricattavano perché non li abbiamo messi in quel posto o in quell’altro”, oltre a “una campagna mediatica contro di noi”.

Attività amministrativa. In Comune “abbiamo trovato una macchina amministrativa lenta, arrugginita, sorda ad ogni stimolo. Venivamo visto come come una controparte. Era il retaggio di una politica clientelare, che vede nel sindaco e nella Giunta le persone a cui chiedere la soluzione dei problemi personali. Non devono farci paura i Prospero di ritorno, né i Tagliente”. L’accusa è di “pressappochismo”. Poi una lunga rivendicazione dell’operato della sua amministrazione, dall’organizzazione del municipio (“Abbiamo dato dignità ai dipendenti comunali. Prima c’era il caporalato”), alla valorizzazione dell’ufficio legale (“Prima si ricorreva agli avvocati esterni. Ora le cause si vincono, prima si perdevano tutte”), passando per le regole contro la cementificazione della città e per il contenimento delle spese: “Ho rinunciato ai contributi previdenziali e sono stato attento ai rimborsi spesa”. La viabilità, con “1300 nuovi parcheggi”. “Devo ringraziare tutti, anche chi mi insulta e non è più tra noi, per la collaborazione prestata nell’interesse della città”.

Il partito. “Perché, nonostante tutto questo – chiede il primo cittadino – avverto un malessere nel partito e assisto alla presentazione di un documento di tale portata, da mettere in discussione il sindaco uscente? Per troppo tempo il partito non ha dato sostegno alle iniziative dell’amministrazione”.

Quindi le critiche che provengono dall’interno del Pd: “Uno dei richiami che sento fare nei miei confronti è di essermi appiattito sulle posizioni radicali di Sel” e degli “ambientalisti, trascurando le imprese”. Allora rilancia “un tavolo con Confindustria e Assovasto” per “il mondo del lavoro. Esiste un termine: green economy. Facciamolo risuonare anche a Vasto”.

“Ho sentito dire: Il sindaco è un accentratore. Oppure: Il sindaco non ha le palle. Ho subito attacchi personali e alla mia famiglia. Mi sono sentito solo. Sono onesto e questo non sempre fa piacere. Non ho mai comandato”, replica Lapenna.

Primarie. Sulle consultazioni popolari l’invito è alla “prudenza”, perché “diverrebbero primarie di partito” e “i dirigenti si farebbero la guerra tra loro. Oggi a Vasto, ad eccezione del Psi, le forze politiche della coalizione non vogliono le primarie”. Agita il rischio infiltrati: “Se a vincere fosse un non amministratore, sarebbe una Caporetto”.

L’appello. “Nei sondaggi, i vastesi rivogliono il loro sindaco. Senza Pd non si va avanti. Senza coalizione, stiamo a casa. Non facciamoci del male. Andiamo oltre il recinto della coalizione, che pure ha sempre vinto. Cari amici e cari compagni, se ci saranno le primarie, io non ci sarò. A questo gioco al massacro, non non ci starò. Invito il partito a ripensare a questo percorso, come si sta facendo a livello nazionale” e a “non rimettere in discussione il lavoro del centrosinistra per la nostra città e il nostro territorio”.

Giangiacomo. “Sono per le primarie, se e in quanto si candida il sindaco”, afferma Fabio Giangiacomo, consigliere comunale, secondo cui bisogna “costruire una grande alleanza. Una delega in bianco non serve”. E spinge per un accordo al più presto con gli altri partiti del centrosinistra: “L’Italia dei valori”, che ha presentato un proprio candidato sindaco, Patrizia De Caro, “è il nostro maggior alleato. Lo vogliamo recuperare? Andiamo a sentire il malessere profondo”. Giangiacomo lo sottolinea sventolando un paio di articoli di Vastoweb. Il discorso del consigliere comunale è in gran parte rivolto a Lapenna. Giangiacomo lascia aperta la porta a una soluzione alternativa: “Le primarie sono una soluzione? Ce ne sono altre per fare sintesi?”.

“I socialisti hanno una base sociale, sono nella Uil. Li abbiamo cacciati dalla Giunta, è chiaro che non sono molto contenti. Ma accetterebbero di ricostruire la coalizione”. Su Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista: “Noi non facciamo le pulci alla sinistra radicale. Vogliamo una sintesi”.

Amato. Maria Amato, medico dell’ospedale San Pio da Pietrelcina ed esponente dell’associazione Vastoviva, composta da iscritti del Partito democratico, ribadisce: “Io sono per le primarie, non contro qualcuno” e “mi auguro che Luciano voglia candidarsi”. La sfida del centrosinistra è difendere l’ospedale dai tagli imposti dalla Regione per ripianare il debito sanitario: “Tra un po’ ci tolgono le unità operative complesse di ostetricia e ortopedia”, che significa decurtazione di fondi per l’assistenza sanitaria.

Molino. Se si faranno le primarie, Domenico Molino si candiderà. “Sostengo la necessità di individuare il candidato sindaco attraverso le primarie”. Secondo l’assessore comunale alle Finanze, bisogna “smettere di traccheggiare” e invece “accettare la base fondante che nel 2007 ha portato alla nascita del Pd: le primarie per la scelta della classe dirigente del partito”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

Più informazioni su