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Questione rifiuti, sindaci del Vastese: "La Regione risarcisca i cittadini"

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VASTO – Visto che la tassa sui rifiuti è aumentata in tutti i comuni del Vastese, alleggerendo le tasche di migliaia di persone in un periodo di crisi, ora la Regione risarcisca i cittadini. I sindaci continuano a dare battaglia dopo l’ordinanza salva-Cerratina, la discarica di Lanciano di cui il governatore dell’Abruzzo, Gianni Chiodi, ha disposto l’immediata riapertura per evitare l’emergenza. Due pesi, due misure, dicono i sindaci del Vastese, che ben ricordano l’analoga vicenda vissuta nell’autunno del 2009 dall’impianto di Cupello: nessuna ordinanza urgente. Tempi lunghi per sbloccare la situazione e 6 milioni di euro di debiti accumultati dal Civeta, il consorzio che gestisce lo smaltimento del pattume, per trasportare ogni giorno il trasporto dell’immondizia nelle discariche di Lanciano e Isernia. Conseguenza: l’aumento della Tarsu, tassa sui rifiuti solidi urbani, che a Vasto è lievitata del 30%. Ora la battaglia finirà nelle aule di Tribunale. “L’assemblea dei sindaci ha dato mandato al presidente del Civeta, Massimo Sgrignuoli, di acquisire l’ordinanza firmata da Chiodi. In base alla documentazione, si deciderà se presentare un ricorso al Tar o percorrere la strada dell’azione legale di risarcimento”, riassume Luciano Lapenna, primo cittadino di Vasto, che sottolinea: il documento di protesta nei confronti del governo regionale “è stato firmato da tutti i sindaci, anche quelli di centrodestra”.

La protesta dei sindaci. “Quando eravamo noi ad aver bisogno dell’autorizzazione immediata per riaprire la seconda vasca di raccolta dei rifiuti dell’impianto di Cupello, la Regione ha allungato i tempi facendo accumulare al Civeta 6 milioni di euro di debiti. Quando, invece, la discarica di Lanciano è rimasta chiusa, il governo regionale ha immediatamente provveduto alla riapertura”. Hanno firmato tutti. I sindaci del Vastese si sono riuniti oggi pomeriggio e hanno deciso di fare blocco unico. Protestano perché il problema rifiuti non è lo stesso a tutte le latitudini dell’Abruzzo. “Il Vastese – dicono – viene continuamente penalizzato. L’impianto di Valle Cena chiuso per mesi ha causato danni che i cittadini sono costretti a pagare di tasca loro”, per il trasporto dell’immondizia nelle discariche di Lanciano e Isernia, con un pesantissimo aggravio di costi e il conseguente aumento della Tarsu, tassa sui rifiuti solidi urbani, cresciuta del 30% a Vasto e finon al 60% in altri comuni. “Quando la stessa cosa è accaduta a Cerratina, l’emergenza è durata un giorno. Due pesi, due misure”. I sindaci del comprensorio hanno firmato tutti il documento che stigmatizza il comportamento della Giunta Chiodi.

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