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Auto incendiata a Forte, vertice urgente sulla sicurezza /Video

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VASTO – Prende corpo, a Vasto, la pista del gesto di matrice politica alla base dell’incendio doloso dell’auto di Peppino Forte, presidente del Consiglio comunale. Lo confermano le massime autorità investigative provinciali, riunite in municipio per una seduta straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, convocato d’urgenza dal prefetto, Vincenzo Greco. Presenti anche il questore, Alfonso Terribile, i comandanti provinciali di carabinieri, finanza e forestale, Giuseppe Cavallari, Paolo D’Amata e Nevio Savini, il procuratore di Vasto, Francesco Prete, i responsabili locali della forze dell’ordine, vice questore Cesare Ciammaichella (polizia) capitani Giuseppe Loschiavo (carabinieri) e Giuseppe Mennitti (finanza) e maggiore Sergio Petrongolo (polizia municipale). Una riunione allargata anche ai rappresentanti poltici: il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, i sindaci di Chieti e Vasto, Umberto Di Primio e Luciano Lapenna, diversi assessori e consiglieri comunali. 

C’è anche Peppino Forte, che interviene dopo le autorità di pubblica sicurezza: “Voglio augurarmi – è l’auspicio – che la politica non c’entri niente e che sia stata una stupida vendetta personale Quando un uomo entra in azione approfittando di una notte uggiosa e nebbiosa, non c’è forza dell’ordine che tenga”.

La seduta. Primo a parlare il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, che ha ricordato i “50 arresti all’anno”, numero in base al quale “la nostra è una città tranquilla, al di là di questi episodi, che devono essere condannati”.

Il prefetto, precisando in avvio di seduta che “non intendo dare l’impressione che sia una presa in giro”, ha definito l’attentato incendiario “un odioso atto intimidatorio esecrabile e da punire immediatamente” ora che “sta prendendo avvio una campagna elettorale locale già marcata da forti contrasti”. Per questo, bisogna “impedire ulteriori processi degenerativi”, attraverso “modifiche al piano di controllo territoriale”.

Quindi la precisazione del questore: “Benché il territorio del Vastese si collochi ai confini con regioni in cui la criminalità è più forte, non possiamo e non dobbiamo fare del Vastese un territorio di frontiera. L’incremento dei reati è fisiologico e in linea con il trend nazionale”. A Vaston si verificano “atti criminosi riconducibili ad azioni vere di teppismo”. Cresce, però, il numero di persone denunciate: 123 nel 2010, contro le 97 del 2009.

Il procuratore. “Sconfiggere un metodo. Non possiamo accettare che qualcuno porti avanti l’agone politico con questi metodi”, amminisce Francesco Prete, capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vasto. “E’ ancora presto – sottolinea il magistrato – per capire se” l’incendio della Ford C Max di Forte abbia “una matrice politica”, ma “se è riconducibile alla contesa politica, allora è di bassa lega”. In ogni caso, quello degli incendi dolosi, 19 dall’inizio del 2010, “è un metodo che non deve prendere piede in una città che ha un tasso di criminalità al di sotto della media nazionale. L’ultimo fatto di sangue” avvenuto in zona, a San Salvo, è stato l’omicidio Cava, “avvenuto nel gennaio 2007 con i connotati della rissa”. Ultimo omicidio a Vasto, invece, risale al 1988. L’attività della magistratura e della finanza è stata finalizzata a “depotenziare le ricchezze illecite, aggredendo i patrimoni che erano provendo di attività illecite”, ricorda Prete.

L’allarme. “A volte, dire la verità dà fastidio”, interviene Riccardo Alinovi (Udeur), vice presidente del Consiglio comunale. A Vasto “abbiamo visto di tutto e di più” e bisogna sradicare “la cultura dell’omertà”.

Interventi politici anche di Di Giuseppantonio, Di Primio e Guido Giangiacomo, capogruppo del Pdl in Consiglio comunale. Intanto, Stefano Moretti (Azzurro per la libertà), commenta: “Quello che manca alla nostra città non è l’attività investigativa che si è dimostrata di ottimo livello. Manca un costante controllo del territorio che, a tutti gli effetti, costituisce un fortissimo deterrente. Per il resto, si dovrebbe andare a scavare nel piano regolatore e nei soldi che sono transitati a Vasto e vedere se in questi giri ci sono le mani di politici”.

Il prefetto. Secondo Greco, a Vasto non c’è un allarme criminalità: “Voglio riaffermare l’impegno di tutte le forze dell’ordine a seguire in modo capillare la situazione di Vasto, per fare in modo che la consultazione elettorale si svolga con calma e tranquillità. Ma quando si parla di criminalità, voglio precisare che in questa provincia non c’è nemmeno un processo relativo alla criminalità organizzata. Anche quelli relativi alle operazioni Histonium e Histonium 2” che hanno consentito negli anni scorsi di sgominare un’organizzazione pericolosissima dedita, secondo gli inquirenti, alle estorsioni, rapine e altri reati gravi, “sono procedimenti che riguardano associazioni a delinquere semplici”.

Servizio di Michele D’Annunzio. Riprese e montaggio di Emanuele La Verghetta

 

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