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Tagli alla sanità, pochi infermieri, rischi anche all'ospedale "San Pio"

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VASTO – Se non ci sono riusciti il taglio dei posti letto e i progetti di ridimensionamento di importanti reparti e servizi, a mettere in ginocchio l’ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto potrebbe essere la carenza di infermieri. Una situazione che riguarda l’intera Asl provinciale e, dunque, anche i presidi ospedalieri di Chieti, Lanciano e Atessa.

Si comincia dal rischio chiusura per tre unità operative del Santissima Annunziata di Chieti: Pneumologia, Neurologia e Pediatria “si ritroveranno nei prossimi giorni con un numero assolutamente insufficiente di infermieri per garantire la copertura dei turni di lavoro e quindi garantire i livelli minimi di assistenza dovuti per legge”, prevede Andrea Gagliardi, segretario provinciale della Cgil-Funzione pubblica. Come per un effetto domino, gli ospedali di Vasto, Lanciano e Atessa rischiano seriamente la stessa sorta a causa di quello che Gagliardi definisce “un micidiale mix tra la normativa nazionale, che consente la prosecuzione solo del 50% dei contratti a termine rispetto a quelli attivati nel 2009, il rispetto del piano di rientro dei debiti sulla sanità imposto alla nostra Regione dal Governo nazionale e l’assoluta incapacità di gestione della Sanità del Governo regionale che rifiuta, tra l’altro, qualunque discussione sull’argomento” in un contesto in cui si registra “l’assenza di una medicina del territorio che funzioni e una rete di emergenza-urgenza realmente efficiente.

I nodi vengono ora al pettine e gli errori sono costretti a pagarli i cittadini che non si vedono garantito il diritto all’assistenza ed i lavoratori costretti da anni a doppi turni di lavoro in condizioni estreme. Non è più possibile – sottolinea il sindacato della Camusso – andare avanti in questo modo e, in mancanza di un cambio deciso di marcia, valuteremo ogni ipotesi percorribile, a partire da una grande azione di mobilitazione dei lavoratori della Sanità”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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