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Pallottola in una lettera spedita al magistrato La Rana

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VASTO – “Ho fondato motivo di ritenere che quest’ultimo episodio di minaccia non sia scollegato da quella strategia che ha fatto da sfondo alla nota aggressione giudiziaria organizzata ai miei danni”. E’ così che Antonio La Rana, magistrato vastese in servizio presso la Corte d’appello di Campobasso commenta l’inquietante episodio venuto oggi alla luce: un pallottola chiusa in una busta a lui indirizzata e contenente un messaggio: “Non venire a Vasto”. Sono stati gli addetti delle Poste di Campobasso a notare lo strano rigonfiamento della missiva. Tastando la busta, si sono accorti che qualcosa non quadrava e hanno immediatamente allertato la polizia postale. Era aprile dello scorso anno, quando sono iniziate le indagini. La notizia relativa all’atto intimidatorio è stata diffusa oggi dal quotidiano Il Centro.

“Sui miei sospetti per questo grave atto di intimidazione ho reso dichiarazioni e prodotto documenti nel corso di un lungo interrogatorio davanti agli inquirenti molisani, delegati per tale atto dalla Procura della Repubblica di Bari”, racconta La Rana, che a settembre è stato sentito per due ore e mezza dal dirigente della polizia postale di Campobasso per fornire elementi utili a individuare le persone che potrebbero aver avuto interesse a compiere un atto del genere. Il sospetto degli investigatori è che alla base del gesto intimidatorio possa esserci la disponibilità del magistrato a tornare a lavorare presso la Procura di Vasto, dove per anni ha svolto in passato il ruolo di sostituto procuratore, conducendo molte, importanti inchieste sui presunti intrecci tra politica e imprenditoria. “Non mi lascio intimidire da questi atti e sono certo che la verità verrà alla luce perché ho piena fiducia nell’operato della magistratura”.

micheledannunzio@vastoweb.com

 

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