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Recinzioni in spiaggia, il Tar annulla due ordinanze di abbattimento

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VASTO – L’abrogazione della norma salva-recinzioni, prima approvata e poi eliminata dal Consiglio regionale abruzzese a seguito di una serie di proteste, non è sufficiente a giustificare le ordinanze di abbattimento emanate dal Comune di Vasto nei confronti di chi il diritto a recintare bar e cabine lo aveva acquisito in precedenza. Di conseguenza, le reti esterne degli stabilimenti
“La Bussola” e “Lido del Sole” di Vasto Marina non vanno demolite.

Lo ha stabilito il Tar con la sentenza numero 36 del 12 gennaio scorso, accogliendo
il ricorso delle rispettive società che avevano impugnato le ordinanze del Comune di Vasto. Per i giudici amministrativi abruzzesi “sono fatti salvi i sistemi di protezione esistenti, essendo stati realizzati e autorizzati prima dell’approvazione del piano demaniale regionale”.

L’amministrazione comunale di Vasto farà appello al Consiglio di Stato. Nel braccio di ferro tra le parti che va avanti da più di due anni si era inserita l’estate scorsa una vivace polemica politica: le recinzioni degli stabilimenti balneari di Vasto Marina erano finite in negativo sulle cronache nazionali, dopo che il Consiglio Regionale, con la legge numero 22 del 21 giugno, le aveva di fatto salvate. Investita dalle polemiche, la maggioranza a Palazzo dell’Emiciclo aveva in tutta fretta varato la legge numero 38 del del 10 agosto. Che, però, secondo i giudici del Tar non intacca, nel caso specifico, i diritti acquisiti dai balneatori vastesi, perché la legge numero 22, “essendo stata pur sempre in vigore sino al 14 agosto 2010, senza che” la legge successiva “ne sancisse espressamente l’abrogazione con effetto retroattivo o l’inefficacia degli atti eventualmente intervenuti in sua applicazione, ha avuto comunque l’effetto di salvaguardare, appunto, le suddette recinzioni”.

Un Brusco stop nella battaglia per il ripristino degli accessi al mare ingaggiata dall’amministrazione Lapenna e dal centrosinistra, che lo scorso 19 giugno aveva inscenato una manifestazione di protesta con tanto di tazebao del Pd e lo slogan “La spiaggia come un pollaio” a corredo dell’immagine della statua della Bagnante “ingabbiata” in un suggestivo fotomontaggio.

A seguito di quella e di altre proteste, il Consiglio regionale decise di eliminare la norma salva-recinzioni a poche settimane di distanza dall’approvazione. Della vicenda si era occupato in un’inchiesta anche il settimanale L’Espresso. Il Comune di Vasto, intanto, presenta ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. Ma ora è in bilico anche il Piano spiaggia approvato la scorsa settimana.

micheledannunzio@vastoweb.com 

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