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Dopo le dimissioni Lapenna annuncia: "Sabato comizio in piazza"

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VASTO – Per le elezioni del 15 e 16 maggio “io sono in campo”, annuncia Luciano Lapenna nell’affollata conferenza stampa post-dimissioni convocata a casa sua, in via San Biagio. “Il primo comizio lo terrò sabato prossimo. Non me la sento di chiudere il mio mandato senza rinvendicare quanto fatto in questi cinque anni. Ieri, dopo essermi dimesso, ho ricevuto 208 sms”. Una candidatura a capo di una coalizione Lista Lapenna-Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista? “Vado alla ricerca di un chiarimento serio col Pd”.

Gli avversari. Toni decisi, a tratti stentorei. Per Lapenna, le dimissioni e il conseguente “azzeramento della Giunta” erano necessarie perché “le beghe di partito vanno tenute fuori dalle istituzioni”. Lo definisce “un gesto di responsabilità per non galleggiare”. Dice di essere venuto a conoscenza del fatto che “il presidente del Consiglio comunale”, Peppino Forte, “e qualche assessore sono firmatari di un documento in cui si chiede discontinuità”, tutto questo per “attizzare il fuoco dei giochi tattici, sempre più incomprensibili ai cittadini”.

Il rottamatore e il garante. “Il rottamatore numero uno” e “il garante”. E’ così che Lapenna chiama Domenico Molino e Peppino Forte. Nel suo discorso, in parte letto, in parte pronunciato a braccio, il sindaco dimissionario alterna queste definizioni ai nomi di battesimo dei suoi avversari interni al Pd.

Riferendosi a loro, Lapenna attacca: “Qualcuno – polemizza – accarezza dal 2006 altri sogni: andare alla Regione, alla Provincia, al Comune e poi al Parlamento”. In questi cinque anni “qualche volta mi sono piegato. Ma ho detto anche molti no a chi voleva posti da revisore dei conti o nei consigli d’amministrazione. Ora tutti quelli a cui ho risposto di no sono convinti sostenitori delle primarie”.

Poi una frecciata a Vastoviva, l’associazione di militanti del Pd che per prima ha chiesto di scegliere il futuro candidato sindaco tramite le pre-elezioni: “Angelo Bucciarelli, l’ho tolto dal Civeta dopo dieci anni”, mentre i fondatori di Vastoviva “hanno scomodato persino Parisi. E Maria Amato si è fatta paladina delle primarie”. Al Partito socialista, estromesso del 2009 dalla Giunta municipale: “Hanno detto: Vogliamo le primarie e abbiamo un nostro candidato”.

Il Pd. “Qualcuno ha fatto il furbo”, è una delle molte stoccate lanciate verso il Pd, “il mio partito, che io ho contribuito a fondare”, “anziché rivendicare con orgoglio quanto fatto dall’amministrazione comunale”, ha imboccato la strada delle primarie, dopo “una gelida assemblea di dicembre, che non deliberò nulla e della quale molti iscritti non erano nemmeno stati convocati”.

Sottolinea: “Poi ci siamo riuniti come direttivo provinciale, unico organismo deputato a risolvere la questione primarie. Si alza Molino e dichiara: Ai sensi dell’articolo 18 dello Statuto del Partito democratico, presento la mia candidatura a sindaco di Vasto e chiedo di svolgere le primarie, se ci sono altri candidati. Il direttivo si è concluso senza nessun deliberato”.

La sorpresa. “A un ora dalla scadenza della presentazione delle candidature”, sabato pomeriggio, “il rottamatore si ritira e improvvisamente si candida il garante, che aveva dichiarato dinanzi alla Finocchiaro e a Bersani: Il candidato è Lapenna. Se ritirassi la mia candidatura, le primarie decadrebbero”.

L’appello. L’ultima parte della conferenza stampa è un appello al Partito democratico e un botta e risposta con i giornalisti sul prossimo futuro. “Si dirigenti del mio partito chiedo il rispetto delle regole, rispetto nei miei confronti e verso la coalizione”. Questa profonda spaccatura “la città la vede come una rivincita tra Lapenna e Forte. Abbiamo già fatto nel 2006 questo confronto” quando, al primo turno delle elezioni comunali, i due leader del centrosinistra vastese si presentarono a capo di due coalizioni contrapposte. Fu l’attuale sindaco dimissionario ad andare al ballottaggio con Tagliente, sostenuto in quella sfida proprio da Forte, che risultò decisivo.

Il futuro. Candidato sindaco alle prossime elezioni con una lista civica, Sel e Prc? “Io sono in campo. Il primo comizio lo terrò sabato prossimo, Non me la sento di chiudere il mio mandato senza rivendicare quanto fatto in questi cinque anni”. Ma sulle alleanza, per ora, frena: “Vado alla ricerca di un chiarimento serio col Partito democratico”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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