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Della Porta: "Sì a industrie a basso impatto ambientale"

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VASTO – Mario Della Porta, candidato sindaco di Pdl, Udc e Pri, risponde alle 5 domande sull’ambiente che Vastoweb formula agli aspiranti alla carica di primo cittadino.

1) Il Governo ha rilasciato a una compagnia irlandese la concessione a cercare petrolio nel mare abruzzese. Anche davanti alla costa Vasto. E’ favorevole a nuove piattaforme petrolifere?

Sono assolutamente contrario a nuove piattaforme petrolifere nel mare prospiciente la costa vastese. La nostra vocazione turistica è incompatibile con le suddette strutture. E comunque è ormai tempo di fare ricorso a fonti energetiche alternative, sicure e compatibili con l’ambiente.

2) Nei giorni scorsi, Confindustria ha chiesto ai candidati un impegno concreto: progetti di sviluppo credibili e confermare la vocazione industriale di Punta Penna. Gli ambientalisti si battono per la tutela della vicina riserva di Punta Aderci. Possono ancora convivere due realtà così diverse, oppure bisogna compiere una scelta? E quale?

Lo sviluppo industriale per Vasto è importante. Ovviamente si deve promuovere l’insediamento di impianti di non rilevanti dimensioni, di produzione prevalentemente manifatturiera, compatibili con la salvaguardia della riserva di Punta Aderci che va assolutamente tutelata. Si possono tentare soluzioni che promuovano lo sviluppo industriale, senza incidere sulla conservazione del parco naturalistico, prevedendo, se necessario, anche parziali dislocazioni dei nuovi insediamenti.

3) Parco della Costa teatina: una prima, provvisoria determinazione dei confini prevede che l’area protetta comprenda l’intero nucleo abitato di Vasto. E’ d’accordo, oppure ritiene che il perimetro debba essere diverso?

Il Parco della costa teatina deve trovare il suo epicentro in Vasto. Non è importante includervi il centro abitato, bensì tutelare la costa e il tracciato ex ferroviario, evitando insediamenti abitativi inadeguati e favorendo lo sviluppo turistico della zona, particolarmente ambita dagli appassionati di mare ghiaioso o roccioso.

4) Vasto ha fatto registrare per anni una forte espansione edilizia. Troppo, secondo l’arcivescovo Bruno Forte: circa 3mila 500 alloggi invenduti. Bisogna porre un freno o lo stop al cemento rischia di ingessare lo sviluppo della città?

Nel programma della nostra coalizione è scritto chiaramente che l’espansione urbanistica deve essere compatibile con l’ambiente, con la morfologia del territorio vastese e con il mercato. E’ evidente che 3500 appartamenti invenduti sconsigliano l’ulteriore espansione urbanistica nell’immediato. Peraltro si deve considerare che la popolazione vastese aumenta al ritmo di mille ogni anno, per cui in pochi anni gli immobili attualmente invenduti potrebbero trovare acquirenti. E’ necessaria quindi una programmazione di lungo termine prestando particolare attenzione alla natura dei capitali che si vogliono investire nella zona, essendo chiaro che in nessun caso possono essere agevolati portatori di capitali di natura non chiara o addirittura provenienti da riciclaggi di attività illecite.

5) Il Civeta, il consorzio che gestisce lo smaltimento dei rifiuti nel Vastese, è indebitato. I cittadini di Vasto e degli altri comuni hanno subito un aumento della Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani. Per migliorare la situazione finanziaria, il Civeta deve rimanere interamente pubblico o bisogna favorire l’ingresso dei privati nella gestione?

Per lo smaltimento dei rifiuti è innanzitutto necessario incentivare la raccolta differenziata. In secondo luogo è opportuno favorire l’ingresso dei privati nel consorzio Civeta dal momento che l’esperienza pregressa di formazione interamente pubblica dello stesso non ha dato risultati finanziari accettabili.      

A cura di Michele D’Annunzio e Giuseppe Ritucci

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