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"Capitali stranieri per salvare la Golden Lady"

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VASTO – Per Enrico Di Giuseppantonio, le aree della ex ferrovia più importanti della sorte di 382 lavoratori che rischiano di perdere il posto. E’ facendo questo paragone che Camillo D’Amico, capogruppo del Partito democratico in Consiglio provinciale, attacca il presidente della Provincia di Chieti.

“Il prefissato incontro del 4 agosto del tavolo di crisi della Valsinello a Gissi sarà saltato per evidenti novità che Di Giuseppantonio avrà nel frattempo appreso e che, per prudenza, tiene riservate”, polemizza l’esponente del Pd, secondo cui “va evidenziato che, nello stesso giorno, era programmata, presso la Presidenza del consiglio dei ministri a Roma, la solenne firma dell’ennesimo protocollo d’intesa con le Ferrovie dello Stato per l’uso delle aree dismesse nell’ambito della più ampia valorizzazione della la Costa teatina”. Un passo verso la realizzazione del Parco nazionale e della Via Verde di cui si parla e discute ormai dal marzo 2005, quando passò l’ultimo treno sulla linea ferroviaria che, da quel momento, è stata dismessa e sostituita dal nuovo tracciato interno.

Richieste e proposte – Riconoscimento della Val Sinello quale area di crisi regionale con conseguenti interventi a sostegno dell’occupazione. Di questo, dopo il via libera della Regione, si sarebbe discusso nel tavolo di confronto provinciale. Insomma, il caso Golden Lady. L’azienda di Castiglione delle Stiviere (Mantova) ha annunciato da tempo la chiusura dello stabilimento di Gissi, dove sono in cassa integrazione 382 lavoratori, in prevalenza operaie, che andranno a casa se non si troverà a breve una soluzione.

La via d’uscita indicata dai sindacati si chiama riconversione: trasformare la fabbrica che produce calze da donna, salvando così i livelli occupazionali. Il 13 settembre, a Roma, il vertice presso il Ministero.

“L’appeal verso l’opinione pubblica della valorizzazione della costa teatina – ironizza D’Amico – è decisamente più elevato rispetto alla salvaguardia dei livelli occupazionali della Val Sinello, ma è importantissimo non perdere occasioni e tempo. Bisogna preparare un credibile carnet di offerte e proposte per rendere allentante a nuovi investitori, o sollecitarne la permanenza a quelli che ci sono, laddove l’area verrà di dichiarata di crisi. Non un solo giorno possiamo ancora perdere per trovare un minimo comun denominatore che porti tutti a dare contenuti concreti da porre sul tavolo romano, ove dobbiamo porci con grande apertura mentale e culturale che possa prefigurare soluzioni al momento inimmaginabili come la possibilità di entrata in gioco di capitali ed investitori stranieri.

Mi auguro che, il presidente Di Giuseppanatonio, riconvochi al più presto il tavolo e cominci anche a dare risposte dirette sulle proposte e quesiti a lui posti su cosa la provincia metta di proprio. I lavoratori sono stanchi di aspettare e di sentire solo fiumi di parole. Vogliono ed esigono fatti concreti”.

 

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