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Parco, il giorno della verità: Vasto decide la grandezza

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VASTO – Oggi Vasto decide quale parte del suo territorio comunale inserire nel Parco nazionale della Costa teatina. La commissione Assetto del territorio del Consiglio comunale è stata infatti convocata dal presidente, Domenico Molino, per oggi pomeriggio alle 18.

Un solo punto all’ordine del giorno: perimetrazione del Parco. Tappa decisiva di un cammino che si fa sempre più in salita, dopo il no espresso da 5 Comuni su 8 e le liti dei giorni scorsi, quando il mondo politico è tornato a dividersi. Gli scettici aumentano, soprattutto nel centrodestra.

Nel mirino delle polemiche è finito l’assessore regionale Mauro Febbo, che è anche coordinatore del tavolo Regione-Provincia-Comuni istituito per definire i confini dell’area protetta lunga come tutto il litorale da Ortona a San Salvo. Febbo ha dichiarato nei giorni scorsi di non poter giungere a una perimetrazione, viste le resistenze della maggior parte delle amministrazioni comunali.

Vasto, però, va avanti. La maggioranza di centrosinistra vuole il Parco. Il problema è capire quanto dovrà essere grande. I partiti hanno idee diverse, con Sel e Rifondazione comunista da sempre favorevoli all’ipotesi più estensiva possibile, Pd e Idv che frenano.

E’ proprio sull’estensione che città e paesi del litorale si sono divisi. Ma una cosa è chiara. Il Parco nazionale della Costa teatina sulla carta esiste già. E’ stato istituito con una legge nazionale. Solo un’altra legge del Parlamento potrebbe cancellarlo. Quindi, o si troverà un accordo, oppure da Roma arriverà un commissario governativo che deciderà da solo. E tutti zitti a obbedire.

L’intervista del 9 settembre – Domenico Molino, presidente della commissione Assetto del territorio del Consiglio comunale di Vasto. Sul parco è corsa contro il tempo. Ormai è tardi?

Ho convocato la seduta in cui si discuterà di una sola questione: perimetrazione del Parco della Costa teatina. Non possiamo permettere che sia un commissario a decidere al posto nostro.

Perché? Se i Comuni non si mettono d’accordo, non è quella l’unica strada?

Non possiamo permettere che arrivi un commissario da Roma perché non possiamo consentire a nessuno di farci espropriare della potestà di programmazione territoriale che spetta al Consiglio comunale. Per questo dobbiamo accelerare i tempi.

Il Parco incontra meno consensi del previsto. Cinque Comuni su otto si sono già espressi negativamente. Addirittura Torino di Sangro lo ha fatto attraverso un referendum. I problemi aumentano. Vasto non rischia di rimanere isolata?

La mia posizione è questa: a Vasto abbiamo delle aree sottoposte a vincoli ambientali, come il Sic (sito d’interesse comunitario) delle Dune di Vasto Marina, il parco urbano di Casarza e la riserva di Punta Aderci. Il Parco della Costa teatina può servire a mettere in rete queste aree protette e, dunque, essere un valore aggiunto. Un volano economico, che però va coniugato con la realtà portuale, con il Piano territoriale delle attività produttive della zona industriale di Punta Penna e con il settore automotive della Val di Sangro.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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