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Febbo contro Lapenna, putiferio a Vasto

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VASTO – Hanno scatenato un putiferio nel Consiglio comunale di Vasto le dichiarazioni di Mauro Febbo, assessore regionale e coordinatore del tavolo di coordinamento sul Parco della Costa teatina. Davide D’Alessandro (ApV) chiede una mozione di censura. Discussione accesissima.

Dure le parole di Febbo: “Il sindaco Lapenna ha deciso di non decidere o meglio si è presentato in aula senza né una bozza di perimetrazione né un’ idea concreta da sottoporre alla sua maggioranza e a tutto il Consiglio comunale. Apprendo inoltre che il sindaco di Vasto ha proposto la candidatura della città a sede del futuro Parco rivendicando così un suo ruolo importante e strategico, ma questo è stato clamorosamente smentito dai fatti. La mancanza di decisione sul perimetro da parte dell’amministrazione comunale dimostra la impossibilità di costruire le basi sulle quali poggiare un qualsiasi tipo di progetto che riguardi o meno il Parco”.

Attorno alle 15,20, alla ripresa dei lavori dopo la pausa pranzo, D’Alessandro non usa mezzi termini: “Siamo fortemente interessati affinché Vasto guidi il Parco. Mi sento di proporre un documento in cui stigmatizzare e censurare il comportamento di Febbo”.

Francesco Menna (Pd): “Sì al documento proposto da D’Alessandro. Chiedo di riunire la conferenza dei capigruppo per decidere il testo della mozione”.

Il Pdl fa le barricate – Manuele Marcovecchio: “Riaprire la discussione sulla base di un comunicato stampa vuol dire violentare il procedere del Consiglio. Qui si sta cercando di violentare le istituzioni”.

Fuoco di fila del Pd – Molino: “Quello che è accaduto è grave. Un amministratore regionale ed ex presidente della Provincia di Chieti non può fare una caduta di stle del genere”. Simone Lembo (Pd) e Paola Cianci (Rifondazione comunista) esprimono lo stesso concetto: “Febbo non è degno di coordinare il tavolo sulla Costa teatina”. Parlano anche Antonio Del Casale (Pd) e Maurizio Vicoli (Sel).

Il centrodestra protesta – Guido Giangiacomo (Pdl): “In Consiglio si pensi alle cose concrete. Le polemiche le potete fare domani al bar qui di fronte”. Etelwardo Sigismondi (Pdl): “Se Febbo ha fatto un comunicato, è perché voi gli avete prestato il fianco. Voi avete messo in ridicolo Vasto con le vostre non decisioni”.

Il presidente del Consiglio, Peppino Forte, chiama la votazione sulla sospensione della seduta per consentire la riunione dei capigruppo nella Sala del Gonfalone, in modo da elaborare un documento comune. Guido Giangiacomo, capogruppo del Pdl: “Non partecipiamo perché il Consiglio comunale non è un tribunale politico”.

Al rientro in aula, Forte legge il documento stilato dai capigruppo. Nella mozione di censura, si ritengono “offensive le dichiarazioni dell’assessore regionale”.

Sigismondi si dichiara favorevole a un documento che ribadisca la centralità di Vasto nel futuro Parco della Costa teatina, ma “stralciando la prima parte”, quella che censura Febbo, “oppure suddividendo il documento in due parti”. Dai banchi dello stesso centrodestra, Della Porta (Vasto giovani) critica l’assessore regionale: “Febbo, che ha sempre dimostrato ostilità nei confronti del Parco. Farebbe bene a non continuare”. L’ex magistrato annuncia voto favorevole.

Luigi Marcello (Giustizia sociale): “Siamo rimasti colpiti da questo comunicato, sia per contenuto che per forma e tempestività con cui è stato pubblicato. Quando si parla di emarginazione di Vasto e del suo territorio, questa ne è la dimostrazione”.

La mozione anti Febbo viene votata da 20 consiglieri: ai 15 della maggioranza si aggiungono anche D’Alessandro, Della Porta, Desiati e Bischia di PpV e Francesco Paolo D’Adamo (Rialzati Abruzzo-Vasto futura).

Il comunicato di Febbo – “Apprendo con stupore ciò che questa mattina è avvenuto durante il Consiglio comunale di Vasto nel corso del quale si doveva discutere sulla perimetrazione del Parco della Costa teatina da presentare al Ministero. Infatti il sindaco Lapenna ha deciso di non decidere o meglio si è presentato in aula senza né una bozza di perimetrazione né un’ idea concreta da sottoporre alla sua maggioranza e a tutto il Consiglio comunale”. Lo ha dichiarato Mauro Febbo, assessore regionale e coordinatore del tavolo di coordinamento sul Parco della Costa teatina.

“In questi giorni – ha dichiarato Febbo – sono stato descritto come il sabotatore del Parco mentre la realtà, come dimostrano i fatti, è ben diversa e sotto gli occhi di tutti. Infatti i ritardi non sono imputabili al sottoscritto, che ha cercato di ascoltare tutti i portatori di interesse, ma ai Comuni che non vogliono decidere e concretizzare sulla carta i perimetri da sottoporre al Ministero ed evitare così il commissariamento. La Regione Abruzzo, durante l’ultimo Consiglio regionale ha preso una decisione lineare e concreta su quale progetto proporre alle comunità interessate e quindi auspico responsabilità e decisionismo da parte dei Comuni. Apprendo inoltre che il sindaco di Vasto ha proposto la candidatura della città a sede del futuro Parco rivendicando così un suo ruolo importante e strategico, ma questo è stato clamorosamente smentito dai fatti. La mancanza di decisione sul perimetro da parte dell’amministrazione comunale dimostra la impossibilità di costruire le basi sulle quali poggiare un qualsiasi tipo di progetto che riguardi o meno il Parco”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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