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Il Palizzi per 3 giorni al centro dell'Europa

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VASTO – In questi giorni, all’Istituo Superiore Palizzi si respira un’aria europea. Sono infatti giunte a Vasto le delegazioni di studenti e docenti provenienti da Portogallo, Ungheria e Francia che, con la scuola vastese, partecipaziono al Progetto Comenius per l’interculturalità. Un progetto a cui la scuola vastese ha preso parte grazie all’impegno del dirigente Gaetano Fuiano e di tutto il corpo docenti.

Da ogni Paese sono arrivati 4 studenti, ospitati nelle abitazioni del loro pari età vastesi. Sicuramente un’ottima occasione per una full immersion nella pratica della lingua straniera e per conoscere mondi culturali diversi da quello italiano.

Ieri mattina, durante lo svolgimento delle attività organizzate a scuola, abbiamo fatto visita a studenti e docenti. I docenti del Palizzi ci hanno accolto con piacere e hanno organizzato una mini intervista in Aula Magna, con tanto di traduzioni simultanee.

Ad illustrare l’iniziativa è stata la professoressa Lucia Bumma. “Questo è un progetto Comenius, sponsorizzato dalla Comunità Europea che prevede la collaborazione di scuole di diversi paesi membri, per favorire la comunicazioni tra studenti di culture diverse e favorire quelli che normalmente definiamo come scambi europei.

Le finalità di questo progetto sono per i ragazzi di accrescere le conoscenze di culture diverse e aumentare la loro competenza nella lingua straniera e per i docenti il confronto con modalità didattiche diverse e l’accrescimento della propria professionalità. Il progetto ha una durata biennale e sono previsti meeting in tutti i paesi che aderiscono. Quello di Vasto è il primo degli incontri”.

Abbiamo chiesto ai docenti stranieri se ci sono differenze tra il sistema scolastico italiano e quello dei loro paesi.

Portogallo. “Il sistema portoghese è molto simile a quello italiano. Non abbiamo approfondito il vostro sistema di valutazione, ma abbiamo visto che utilizziamo scale diverse. Per il resto non ci sono molte differenze”.

Francia. “Non ci sono molte differenze. E’ diversa solo la ripartizione delle ore durante la giornata scolastica. Nel distretto della Guadalupe, da dove veniamo noi non è previsto l’insegnamento della religione, cosa che da voi c’è”.

Ungheria. “Non ci sono differenze significative, se non negli indirizzi di studi. Noi non abbiamo una sezione turistica, che qui vedo molto efficiente. La nostra è una grammar school, con molta importanza allo studio delle lingue streniere”.

Quali sono le prime impressioni sul Palizzi e su Vasto?

F. “Abbiamo visitato la città e direi che Vasto è davvero molto bella. Qui a scuola abbiamo ricevuto un’accoglienza molto calda”. ” Sono rimasta impressionata dalla positività dell’ambiente scolastico – ha preoseguito la docente-. La scuola è davvero ben attrezzata, mi ha colpito il vostro laboratorio linguistico. Ringrazio tutti voi, studenti e insegnanti, perchè ci avete fatto sentire a nostro agio”.

P. “La città mi è piaciuta molto. Vasto è ricca di opere architettoniche e il vantaggio è che sono a breve distanza nel centro cittadino, quindi facili da visitare. Avete anche un bellissimo mare e immagino come sia bello d’estate. Qui a scuola ho visto i ragazzi felici e contenti, c’è un bell’ambiente caldo e accogliente. Poi, il cibo qui è fantastico!”

U. “Arrivando dal freddo dell’Ungheria la prima cosa che ho apprezzato è stata la temperatura mite. La città è davvero affascinante. Voglio fare i complimenti a voi studenti per il vostro comportamento e anche agli insegnanti. Si vede che sono molto preparati e seguiti”.

In conclusione è una studentessa de Palizzi a raccontare come sta vivendo questa esperienza di scambio culturale. “Anche se per pochi giorni sono cresciuta tantissimo. Ho avuto la fortuna di ospitara una ragazza che viene dai Caraibi e con lei ho potuto parlare in inglese e francese. E’ un’esperienza molto positiva che speriamo di poter ripetere”.

Giuseppe Ritucci
foto di Elisabetta Silvestri

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