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Mario, l'ultimo saluto: "Non spegnete mai quella luce"

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VASTO – “Questa luce, la sua luce non si spenga”. Don Mario D’Ippolito parla ai presenti. Centinaia di persone. La chiesa di San Panfilo è troppo piccola per accogliere tutti coloro che non vogliono mancare. All’ultimo saluto c’è gente di ogni età. Ma soprattutto tanti giovani. Amici di Mario D’Ercole, morto a 21 anni per una caduta dalla moto. Ma anche persone che lo conoscevano solo di vista. I ragazzi hanno preso i pennarelli e vergato su tre lenzuoli altrettanti messaggi d’addio rivolti al loro amico. Uno lo hanno affisso sulla ringhiera della gradinata d’ingresso.

Gli altri due vicino alla fontana contro cui, dopo essere caduto, il giovane e la sua moto si sono schiantati, trascinati dall’inerzia per 39 metri e 70 centimetri. Su un foglio grande di cartoncino hanno incollato 20 foto attorno alla scritta: Ciao Mario. Non ce n’è una in cui Mario non sia sorridente. In compagnia degli amici, delle persone care. Il sorriso che lenisce la mestizia per qualche secondo. Giusto il tempo di uno sguardo verso quelle foto. Espressioni felici, serene. Potrebbero essere le stesse di sabato scorso, se solo si potesse riavvolgere di 48 ore il nastro di una vita interrotta troppo preso e tagliarlo qualche secondo prima di quella tragica caduta.

La chiesa è gremita. Almeno 100 persone rimangono fuori. “Mario verrà accolto in Paradiso, ma noi dobbiamo pregare per la sua famiglia”. Sono le prime parole del parroco. “Scernesi, quanti incidenti come questo vi ricordate? Prima qualcuno ricordava gli ultimi 4 anni. Io sono qui da 47 anni. Ne ho visti tanti. Tante vittime. Tutti giovani. E vi garantisco che non ci si abitua a queste cose. Ogni volta è un colpo al cuore”. Poi il monito rivolto a tutti: “Oggi ho visto che avete fatto dei manifesti: Non ti dimenticheremo mai. Ma il tempo è un vento che spazza via tutto, strappa i manifesti. Mario aveva una luce. Fate in modo che questa luce non si spenga”.

Il ricordo – Ai piedi della fontana hanno messo un mazzo di rose bianche. Vicino alla sagoma tracciata dai carabinieri col gesso nel punto in cui il cuore di Mario D’Ercole ha cessato di battere a 21 anni. Scerni è un paese in lutto. Oggi, alle 15, nella chiesa di San Panfilo, l’ultimo saluto a “un ragazzo solare”. Così lo ricordano gli ex colleghi della Honda di Piazzano di Atessa, dove il giovane meccanico aveva lavorato per un anno. Dodici mesi che gli erano bastati a lasciare un segno nei cuori degli operai.

“Era sempre sorridente”, raccontano cinque ragazzi più giovani di lui mentre guardano il luiogo in cui è avvenuto l’incidente che ha strappato Mario alla vita. “La moto – raccontano – era la sua grande passione. Aveva una HM 450, un modello fenomenale”.

Fuori dalla casa di contrada Tratturo ieri c’era la fila. Troppo piccolo il salotto, dove è stata allestita la camera ardente, per accogliere tutte insieme le centinaia di persone che hanno voluto dare una parola di conforto a papà Vincenzo, a mamma Loredana, alla sorella Romina e a Stefania, la ragazza che l’amore aveva legato a Mario.

Increduli i colleghi di Torino di Sangro, dell’officina specializzata nella manutenzione di pompe idrauliche dove il ventunenne lavorava. Aveva seguito le orme del padre. Entrambi meccanici. Qualche volta gli dava una mano. “Li conosco bene. Mario e la sua famiglia sono miei assistiti”, dice il medico Giuseppe Pomponio, che è anche sindaco di Scerni, mentre osserva il luogo dell’incidente. “Persone tranquille, cittadini modello”.

Fuori dalla casa non mancano gli amici dell’Exit, il pub che il giovane meccanico frequentava nei momenti di relax. Oggi, a San Panfilo, ci saranno anche loro.

Ieri – Un violentissimo schianto in moto. E’ così che ha perso la vita Mario D’Ercole. Aveva appena 21 anni. Il drammatico incidente è avvenuto via Dante Alighieri, nel centro abitato di Scerni.

Una rovinosa caduta ha squarciato il silenzio della notte attorno alle 3. Il giovane ha perso improvvisamente il controllo della moto da enduro Honda HM 450 ed è finito a terra, scivolando per una quarantina di metri. La moto è finita con la ruota contro la fontana e poi è scivolata ancora, fino ai bidoni della spazzatura che si trovano ai margini della strada. Il corpo del ragazzo sbalzato a terra sul marciapiede semicircolare.

Molti residenti della zona raccontano di non essersi accorti della gravità di quanto accaduto. Scattato l’allarme, sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i carabinieri della Stazione di Scerni. Ad allertarli è stato un uomo del posto che si trovava a passare e ha visto moto e ragazzo a terra. Vicino al punto in cui è avvenuto l’impatto sono evidenti le tracce di frenata.

Per Mario D’Ercole non c’è stato nulla da fare. Lavorava a Torino di Sangro in un’officina specializzata nella riparazione di pompe idrauliche. Qualche volta dava una mano anche al padre, meccanico pure lui. La salma del giovane si trova nella casa di famiglia, in contrtada tratturo, dove è un via vai continuo di parenti, amici, conoscenti, e semplici cittadini scossi dalla tragedia. Ci sono anche gli ex colleghi della Honda di Atessa, dove il ventunenne aveva lavorato per un anno. 

Il via libera alla restituzione del cadavere e della moto, una Enduro di grossa cilindrata, è stato dato dal sostituto procuratore di Vasto, Giancarlo Ciani, non essendoci dubbi sulla dinamica e in assenza di responsabilità di terzi. Non ci sarà, dunque, alcuna inchiesta giudiziaria. “E’ stata una tragica fatalità. E’ probabile che la causa sia stata l’asfalto viscido”, bagnato dall’umidità, ipotizza il capitano dei carabinieri Vincenzo Orlando, comandante della Compagnia di Atessa.

La notizia della morte di Mario stamani ha fatto rapidamente il giro di Scerni. Più di qualcuno, non appena venuto a sapere della tragedia dai manifesti a lutto o dai compaesani, è scoppiato a piangere.

Distrutti dal dolore papà Vincenzo, proprietario di un’officina meccanica, mamma Loredana, casalinga, la sorella Romina, studentessa universitaria. Non sa darsi pace Stefania, la ragazza di un giovane che il drammatico incidente di stanotte ha strappato troppo presto all’affetto dei tanti che gli volevano bene. Domani, alle 15, nella chiesa di San Panfilo, i funerali del 21enne.

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