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Mariangela: "Per avere rispetto dobbiamo lavorare il doppio"

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VASTOMariangela Del Casale è agente della Polizia Municipale di Vasto. Uno dei tanti settori dove la maggioranza è rappresentata dagli uomini, ma dove le donne riescono a ritagliarsi comunque il loro spazio.

Come hai scelto di intraprendere questo percorso lavorativo?
Anche mio padre lavora nella Polizia Municipale, quindi sin da piccola ho avuto un certa passione verso questo settore. Quindi è stato naturale, quando è stato pubblicato il bando di concorso, partecipare. E mi è andata bene. Poi ho avuto mio padre che mi ha aiutato molto nella conoscenza dell parte pratica del lavoro. Sono stata fortunata, perchè non tutti riescono a fare davvero un lavoro che piace.

Proprio per la presenza di tuo padre, qualcuno ti ha detto che eri stata raccomandata?
Sì, ma questa è un po’ la nostra mentalità, quindi ci sono abituata. Forse capita un po’ a tutti.  Io mi dovevo laureare un mese prima del concorso della Polizia Municipale. Ho rimandato la laurea di sei mesi proprio per poter studiare e prepararmi al concorso. Chi mi conosce mi ha visto studiare tanto in quei mesi per potermi preparare.

Quello che ti apettavi da queso lavoro è quello che poi hai riscontrato? 
Ciò che forse mi ha sorpreso all’inizio è il dover spaziare spaziare dal far rispettare il codice della strada fino ad arrivare ai controlli nel campo dell’edilizia o del commercio. Si è portati a pensare che il vigile lavora solo in strada, ma in realtà ha dei compiti molto più ampi. Bisogna essere sempre pronti. Nei primi tempi devo dire che un po’ mi ha spiazzato.

Quante donne siete?
Siamo in due, io e Cinzia Calvano nella stradale, poi ce ne sono altre 4 che lavorano nel settore edilizia e negli altri uffici.

Hai trovato qualche difficoltà in questo lavoro? Magari nel rapporto con i cittadini?
La cosa è stata molto difficile all’inizio. Il mio ambiente è prettamente maschile, quindi, nei primi tempi, è difficile conquistarsi il rispetto e l’apprezzamento sia da parte dei colleghi maschi che dei cittadini. Quindi, per una donna, bisogna lavorare il doppio. Ma, quando ti guadagni il tuo posto, sei trattata alla pari dagli altri colleghi. Anzi, forse anche meglio, visto che siamo poche donne e quindi magari siamo più “coccolate”. Il cittadino, invece, specie nelle situazioni di difficoltà, tende a sopraggare. Ma anche in quel caso, lavorando seriamente, ci si guadagna il rispetto delle persone.

C’è stato qualche episodio che ti è capitato proprio perchè sei una donna?
Quest’estate a Vasto Marina avevamo effettuato un sequestro di merce a dei venditori ambulanti abusivi. Uno dei senegalesi, vedendo che tenevo la merce contenuta in un sacco in mano, è tornato indietro dalla spiaggia dirigendosi verso di me, ovviamente, e non verso il mio collega maschio, e ha tentato di strapparmi il sacco dalle mani. Ma io avevo capito le sue intenzioni e sono riuscita a bloccarlo.

Finito il lavoro coltivi la passione per la pallamano, di cui sei arbitro. Come ti sei avvicinata a questo sport, che almeno a Vasto è uno sport “maschile”?

E’ una passione che mi porto dietro da quando ho 15 anni. Sono andata a vedere una partita della Pallamano Vasto al Palazzetto dello Sport e da lì è scoccata la scintilla. Così mi sono avvicinata a questo mondo. La pallamano è uno sport bellissimo, che andrebbe maggiormente diffuso. Forma il carattere, così come lo fa il mio lavoro. E poi devo ringraziare la pallamano perchè mi ha permesso di conoscere mio marito!

Arbitri anche partite maschili. Come ti conquisti il rispetto?
Quando si arbitra, ai giocatori basta un minuto di partita per vedere com’è l’arbitro, per vedere se l’arbitro, donna o uomo che sia, sa dirigere l’incontro o si può sopraffare. E io cerco di dare sempre il massimo.

Nella vita e nello sport sei una figura che fa rispettare le regole, che ha il controllo della situazione. E’ così poi anche nel privato?
E’ molto importante imparare a lasciarsi alle spalle le situazioni critiche e difficili, con le tensioni che non mancano mai. Anche perchè poi, se non si fa così, il matrimonio dura poco!

Giuseppe Ritucci

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