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"Non ci sono regole per la musica dal vivo"

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VASTO – Mancano ormai pochi mesi all’inizio della stagione estiva, ma Vasto non ha ancora una regolamentazione chiara in merito alla musica all’esterno dei locali. E’ quello che sostengono alcuni commercianti del centro storico per i quali è necessario un provvedimento che tuteli sia le esigenze dei commercianti che quelle dei residenti, cercando di evitare con anticipo i problemi della scorsa estate. Alcuni di loro, oltre ad esprimere quella che è la propria posizione in merito all’argomento, hanno anche voluto dare qualche consiglio all’amministrazione.

Fabio Campagna, titolare di un bar in piazza Caprioli sostiene che: “Il volume deve essere lo stesso per tutti senza differenziazioni, ma il problema principale rimane la pianificazioni tra gli esercenti. Ci vuole la giusta location per capire bene dove mettere le band e gli artisti e chiudere la zona al traffico da una certa ora. L’ideale sarebbe finire con la musica al massimo all’1.30”

Secondo Andrea Del Prete: “Al momento ognuno decide cosa fare. Andrebbero stabilite invece delle regole a settori. La musica dal vivo dovrebbe durare almeno fino all’1.00, mentre quella con dj fino alle 2.00. Siamo esasperati da questa situazione, non ci sono regole, ma serve sapere quali sono, devono essere chiare e uguali per tutti. L’amministrazione ci dica cosa vuole fare: una città per i giovani o per le famiglie? In questo modo sappiamo anche cosa e come vendere. A volte capita di avere delle opportunità da cogliere al volo – prosegue Del Prete – come band conosciute a livello nazionale di passaggio dalle nostre parti, che propongono di suonare nei nostri locali a prezzi vantaggiosi, ma se non conosciamo quali sono le leggi, non sappiamo cosa rispondere loro e perdiamo delle buone opportunità. Purtroppo la quiete di pochi è la rovina di molti”.

Sulla stessa linea è anche Alfredo Di Vairo: “In questo momento è fondamentale avere delle regole chiare e precise per quanto riguarda sia la musica all’aperto che quella interna. Inoltre servono degli orari e una definizione della tipologia di musica ben definiti. Una volta stabilite noi operatori ci impegneremo a rispettarle e cercheremo di programmare i nostri investimenti di conseguenza. Bisognerebbe però farle prima possibile perché l’estate è ormai alle porte. Negli anni scorsi a causa di questo problema siamo stati alla mercè di ogni tipo di sanzione. Non c’è stata chiarezza, ognuno ci diceva una cosa diversa. Servono regole che siano uguali per tutti – aggiunge Di Vairo – nel centro storico, in piazza Caprioli, come in piazza Rossetti o Barbacani, senza differenziazioni perché non ci sono residenti di serie A e residenti di serie B. In mancanza di regole definite ognuno decide a modo suo. Possono anche dirmi che non devo fare musica dal vivo, vorrà dire che proporrò altre forme di intrattenimento, basta saperlo, ma in questa situazione attuale faccio prima a non fare nulla”.

Beppe Sorrentino ha invece un’attività in piazza Barbacani, zona con gli stessi problemi: “Non si capisce bene se si può fare musica e come. Inoltre ottenere le autorizzazioni, oltre a quelle Siae, non è semplice, ci vengono richieste troppe cose. Per fare musica sembra quasi di dover rischiare, con la possibilità che parte dell’incasso sia poi utilizzato per pagare una multa. A quel punto conviene lasciar perdere, non ne vale la pena. Manca un regolamento chiaro e poi c’è anche l’invidia degli altri locali: spesso chi riceve un controllo e una multa, sapendo che a te non è stata fatta, prova a mandarti i controlli. Serve comunque una legge che sia uniforme per tutti in centro, sia nelle zone più abitate che in quelle dove risiedono meno persone. Non serve andare per zone”.

Sulla questione è intervenuto anche Daniele Romagnoli, titolare di uno stabilimento balneare a Vasto Marina: “Il turismo è anche musica e divertimento, per gli stabilimenti di Vasto Marina la situazione non è delle migliori. A noi non conviene fare musica se dobbiamo essere multati o passare le ore di lavoro con vigili e polizia che vengono a interromperti. Servirebbero 2-3 punti in dove ci sia musica. In questo modo invece si ferma una città e la gente decide di non trascorrere più le vacanze qui”.

Un commerciante, che ci ha chiesto di rimanere anonimo, ha tenuto a precisare che “L’ufficio commercio dovrebbe sapere cosa fare, invece se vai da loro non sanno aiutarti. Da giugno in poi abbiamo tanti problemi, ma non dovremmo pensare noi a risolverli, ci dovrebbero aiutare. Inoltre siamo in balia delle forze dell’ordine che fanno il loro mestiere, ma bisogna che capiscano quali sono le nostre esigenze, non possiamo andare sempre noi incontro alle loro. C’è anche chi vuole investire su Vasto, ma in questo modo è impossibile”.

Giuseppe Mancini

 

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