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"Nel parcheggio resti del giardino botanico dei D'Avalos"

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VASTO – “E’ soprendente come ogni volta che a Vasto viene fuori un mattone antico ci si meravigli. La nostra è una città che ha una storia importante attraverso tutte le epoche, quindi è normale che vi siano presenze architettoniche risalenti alle diverse epoche”. Sono le parole dell’architetto Francescopaolo D’Adamo, nell’osservare i resti presenti nell’area in via Santa Lucia, dove l’amministrazione vorrebbe realizzare un parcheggio a servizio dell’Ospedale, dell’Agenzia delle entrate e della caserma della Guardia di Finanza.

“Queste mura che ormai sono completamente ricoperte dalla vegetazione appartengono all’orto botanico di Cesare Michelangelo d’Avalos. Le mura sono seicentesche, e vennero restaurate in occasione della consegna del Toson d’Oro, nel 1723”, spiega l’architetto. “Si vede chiaramente uno dei torrini posti nella recinzione, mentre ce n’è un altro che sembra parzialmente crollato”.

Qualcuno forse era a consocenza di questo particolare, ma con il trascorrere degli anni e con la vegetazione che ha ricoperto tutto, si era perso anche questo ricordo. Restituire alla città questo patrimonio sarebbe sicuramente una cosa molto importante.

“Bisognerebbe controllare meglio, ma io credo che le operazioni di pulizia per realizzare il parcheggio possano essere sufficienti per far tornare in vista i resti delle mura, senza dover fare operazioni difficoltose. Sarebbe un modo per recuperare una parte importante della storia della città. Il massimo sarebbe poi poter incaricare un botanico che, attraverso lo studio del terreno, possa risalire alle specie che qui erano state piantate al tempo dei d’Avalos. Non sono un esperto in materia ma credo sia una cosa possibile”.

Di certo c’è che in questi ultimi anni la città sta scoprendo, o meglio riscoprendo, di avere un patrimonio artistico davvero invidiabile, da recuperare e salvaguardare. E, ovviamente, far conoscere per attirare da queste parti sempre più gente.

Giuseppe Ritucci

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