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"Porto e autoporto per risollevare il Vastese dalla crisi"

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VASTO – Per risollevarsi dalla crisi economica il Vastese deve puntare sui trasporti. L’ampliamento del porto di Punta Penna e l’apertura dell’autoporto di San Salvo, abbandonato da 4 anni, devono essere i primi obiettivi per superare la crisi. E’ emerso dal convegno con esperti dell’economia organizzato da Vastoviva, l’associazione politica di area Pd.

Venerdì pomeriggio nella pinacoteca di Palazzo D’Avalos si sono ritrovati rappresentanti della politica, dell’economia e professori universitari.

“Le filiere territoriali logistiche (porto-autoporto-collegamento Vasto-Gaeta): strumenti per il lavoro e lo sviluppo”: questo il tema dell’incontro-dibattito cui hanno partecipato Ennio Forte professore universitario di economia applicata all’Università Federico II di Napoli; Costantino Formica, docente di  economia e organizzazione aziendale alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Napoli Federico II; Vladimiro Galante, automotive site-manager at Gefco. Ad aprire la tavola rotonda è stato Ramondo Pascale di Vastoviva.

La fascia territoriale Vasto-Gaeta è “una delle 7 aree geografiche individuate per lo sviluppo economico. Il Vastese e il Sangro rappresentato un terzo del Pil dell’intero Abruzzo, con aziende che hanno 42mila addetti e producono il 50% dell’export regionale. L’autoporto di San Salvo, costato 20 milioni di euro, è stato completato nel 2008 e rimane inutilizzato, con un rischio di depauperamento. Il porto di Vasto, per cui procedono un po’ a rilento rispetto alle previsioni le procedure di ampliamento, è attrezzato per le navi ro-ro e vanta una vicinanza con le reti viarie principali, oltre a degli alti fondali naturali presenti all’imboccatura, caratteristica che molti bacini non hanno”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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