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Esecuzione misura cautelare per peculato, truffa ai danni dello stato e falso

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FOSSACESIA. Al fine di assicurare, nel rispetto del segreto investigativo e dei diritti delle parti coinvolte, il diritto di cronaca costituzionalmente garantito comunico che in data odierna è stata eseguita ordinanza applicativa di misura cautelare nei confronti di P. F., gravemente indiziato per i reati peculato, truffa ai danni dello stato e falso commessi in Fossacesia tra l’aprile e il novembre 2012. Precisamente per i seguenti reati:  a) del reato di cui agli artt.81 cp.v., 314, co. 2, c.p. perché, in qualità di medico convenzionato con la ASL di Lanciano in servizio presso la Guardia Medica di XXXX, e, quindi, di pubblico ufficiale, avendo per ragione del suo ufficio la disponibilità della utenza telefonica n. XXXXX, di pertinenza del predetto presidio sanitario, la utilizzava reiteratamente per fini esclusivamente personali; in particolare, con la predetta utenza telefonica effettuava numerose chiamate all’utenza radiomobile n. XXXXX, intestata a XXXXXX, ed all’utenza internazionale del XXXXX, in uso a tale XXXXX;  Fossacesia, tra l’aprile ed il novembre 2012; b) dei delitti di cui agli artt.81 cpv., 61 n.2, 476, 479 c.p., perché, nella predetta qualità di pubblico ufficiale, falsificava il registro cartaceo istituito presso il servizio di guardia medica istituito presso il Distretto Sanitario di XXXXX. In particolare, attestava falsamente di avere eseguito le prestazioni assistenziali annotate nel predetto registro; dichiarava falsamente di avere integralmente osservato il proprio turno di servizio, laddove si allontanava ripetutamente dal posto di lavoro prima del termine del turno di propria competenza; non effettuava realmente le visite domiciliari annotate sull’apposito registro;  Fossacesia, tra l’aprile ed il novembre 2012; con la circostanza aggravante dell’avere commesso il fatto per eseguire il reato di cui al capo che segue; c) del delitto di cui agli artt.61 n.9, 640, comma 2 n. 1, c.p. perchè, nella predetta qualità di pubblico ufficiale, al fine di procurarsi un ingiusto profitto con pari danno della persona offesa, mediante artifici e raggiri consistiti nella falsificazione del registro cartaceo descritta al capo di imputazione che precede, induceva in errore la ASL di Lanciano circa l’effettività dello svolgimento dei turni di servizio a lui assegnati, tanto che gli venivano riconosciuti emolumenti in realtà non spettanti perché relativi a prestazioni professionali mai eseguite. con le circostanze aggravanti di avere commesso il fatto con violazione dei doveri inerenti al pubblico servizio di continuità assistenziale ed ai danni di un Ente pubblico.  Fossacesia, tra l’aprile ed il novembre 2012.
   All’esito delle indagini svolte sotto la direzione di questa Procura dal personale della sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato questa Procura è stata avanzata richiesta di misura cautelare in carcere supportata da complessa ed articolata attività investigativa fondata su accertamenti particolarmente accurati.  Il Giudice per le indagini preliminare del Tribunale di Lanciano, dott. Massimo Canosa, ha accolto integralmente la richiesta della Procura rilevando che sono stati acquisiti gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato in ordine: – all’utilizzo continuo e prolungato dell’utenza dell’ufficio per chiamate esclusivamente personali anche verso un’utenza estera; – al reiterato illecito allontanamento dell’indagato dal servizio di guardia medica durante l’orario di servizio, con grave disagio per l’utenza, recandosi costui anche anticipatamente presso la propria abitazione, giustificando in alcuni casi tale allontanamento con false annotazione negli atti dell’ufficio in ordine a visite domiciliari o ambulatoriali mai effettuate. Secondo il Giudice per le indagini preliminari, dal complesso delle indagini svolte dalla Procura “è emerso un quadro indiziario di notevole pregnanza ed incisività, univocamente dimostrativo di un’attività illecita reiterata, abituale, sfrontatamente e pervicacemente posta in essere dall’indagato in spregio alle fondamentali esigenze dell’utenza servita dal proprio pubblico servizio, che dovrebbe assicurare un pronto intervento in situazione di emergenza per la salute dei cittadini ….(dimostrando) di strumentalizzare la propria funzione a scopi esclusivamente personali, utilizzando il telefono di servizio per chiamate a propri amici e conoscenti….; sistematicamente abbandona il proprio posto di lavoro prima dell’orario fissato, lasciando totalmente sguarnito un importante presidio sanitario senza informare i propri superiori, ma anzi coprendo le proprie condotte illecite con attività delittuose ulteriori…”-

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