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La violenza è l'antitesi dello sport: squalifica pesante per i 2 giocatori coinvolti nella rissa

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VASTO. Giustizia sportiva severa con i protagonisti della concitata kermesse di domenica scorsa a Carpineto Sinello: squalifica di sei mesi. Vale la pena ricordare il singolare episodio che a distanza di quasi una settimana fa ancora discutere. Poco prima del termine della partita Carpineto-Lentella due giocatori avversari hanno iniziato a darsele di santa ragione. La richiesta di espulsione di un giocatore del Carpineto fatta all’arbitro dal rivale del Lentella ha scatenato la furia del primo che ha cominciato a colpire l’avversario mandandolo a tappeto. Ma proprio mentre era in ginocchio il giocatore del Lentella ha morso l’avversario nelle parti basse. Un morso così forte da lacerare il testicolo. L’atleta ha iniziato a perdere sangue. Subito soccorso è stato trasferito al pronto soccorso di Gissi. I medici gli hanno messo sette punti di sutura somministrando un antidolorifico per lenire il tormento. Le sue condizioni fortunatamente sono migliorate. Il calciatore non corre alcun rischio. L’avversario sta ancora meglio. Quanto accaduto tuttavia davanti a decine di tifosi allibiti non è piaciuto affatto alla Lega calcio. Il verdetto parla da solo: per il giocatore del Carpineto, che in seguito ad un cartellino rosso aveva aggredito il lentellese, la squalifica è di 6 gare (ne restano 5 da giocare); per il giocatore del Lentella che ha azzannato alle parti basse l’avversario squalifica fino 10 settembre prossimo. Il comunicato ufficiale della Lega Calcio ricostruisce la dinamica confermando i ruoli nella rissa dei due giocatori. Silvestri R. «al minuto 47° del secondo tempo di gioco aggrediva con pugni e schiaffi il calciatore della società Lentella, nonché, perché offendeva quest’ultimo», mentre Alessandrini E. «al minuto 47° del secondo tempo di gioco reagiva con pugni e schiaffi all’aggressione del calciatore della società Carpineto, e perché mordeva quest’ultimo provocandogli una grave e vistosa lesione che determinava il ricorso al Pronto Soccorso».Il messaggio della Lega è chiaro: la violenza è l’antitesi dello sport. Niente e nessuno può giustificare comportamenti aggressivi e lesivi.
tizianasmargiassi@vastoweb.com  

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