vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Nursind lancia la campagna contro le aggressioni al personale

Più informazioni su

VASTO. Il Nursind, il sindacato rappresentativo degli infermieri, in occasione della festa internazionale dell’infermiere in programma domani, richiama l’attenzione dei cittadini verso un fenomeno che sta sempre più aumentando in Italia.

 “La crisi economica, lo stato di frustrazione sociale, la recente campagna di discredito dei dipendenti pubblici, la mancata conoscenza del ruolo degli infermieri da parte dei cittadini – afferma Enrico Del Villano Segretario Provinciale Nursind – sono le concause evidenziate da un’indagine promossa da Nursind e svolta nel mese di aprile sul fenomeno delle aggressioni al personale sanitario.”

“Abbiamo promosso nel mese di aprile un’indagine on line tra i sanitari (principalmente infermieri) e abbiamo raccolto 1.567 questionari che hanno evidenziato – spiegano Tiziana Traini e Salvatore Vaccaro della direzione nazionale Nursind e autori del documento – come il fenomeno delle aggressioni fisiche e/o verbali sia, per il 79,7% dei sanitari, in aumento. I dati raccolti sono in parte simili a quelli rilevati dalla letteratura internazionale sia per unità operative principalmente interessate (Pronto Soccorso e servizio con uscita nel territorio, Psichiatria e Degenze) sia per la tipologia di aggressione (fisica e verbale).

L’83,2% ha dichiarato che a seguito di questi eventi non sono stati presi da parte delle aziende provvedimenti per garantire la sicurezza degli operatori.” Il problema è particolarmente sentito nella comunità professionale perché – sempre secondo l’indagine svolta – “la riduzione degli organici, la riduzione del personale di vigilanza e la scarsa videosorveglianza sono forse gli effetti della spending review che più hanno impatto sul verificarsi di aggressioni in ambito sanitario. Gli infermieri, che nel 47,9% ritengono di non aver cambiato atteggiamento nei confronti dell’utenza dopo l’aggressione, propongono una maggiore informazione dell’utenza sul proprio ruolo – continuano Traini e Vaccaro – che molto spesso non sono causa delle lunghe liste d’attesa, dei tempi delle visite in Pronto Soccorso o negli ambulatori e delle carenze organizzative del sistema; e chiedono maggiore formazione per la gestione delle situazioni conflittuali.”

“Aggredire un infermiere significa mettere in difficoltà tutto il sistema e la garanzia della qualità dell’assistenza: gli organici già ridotti all’osso difficilmente possono reggere ulteriori assenze e – concludono gli autori – l’impatto sulla motivazione lavorativa incide negativamente sulla relazione tra infermiere ed assistito.”
 
Per l’occasione il sindacato ha predisposto un apposito manifesto e un documento di approfondimento con i risultati dell’indagine svolta ed invita le aziende sanitarie ad attuare la Raccomandazione del Ministero della Salute del novembre 2007 sulla prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari.

paoladadamo@vastoweb.com

Più informazioni su