vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

I lavoratori della casa di cura San Francesco nuovamente senza stipendi

Più informazioni su

Nonostante pensavamo ed auspicavamo che, dopo l’intervento dell’Assessore alla Sanità, Silvio Paolucci  la risoluzione fosse dietro l’angolo,  anche  grazie al sostegno della CGIL,,della UIL e dei lavoratori,
con rammarico costatiamo nuovamente il mancato pagamento degli stipendi, questa volta del mese di marzo ed è bene che come organizzazione  sindacale CGIL ribadiamo e precisiamo  alcuni punti fondamentali:
Non pagare lo stipendio può essere una eccezione ma non può assolutamente diventare una regola e, in ogni caso, nonostante i ripetuti appelli, la decisione è stata presa,  senza consultare  le Organizzazioni Sindacali. I Lavoratori nonostante tutto continuano quotidianamente a raggiungere il posto di lavoro. E solo Dio sa cosa voglia significare per un lavorate non ricevere lo stipendio  in questi tempi di grave crisi economica!
Vogliamo fare comprendere  a chi è critico verso l’impegno sindacale,  con due semplici conti cosa accade nelle case di molti lavoratori, che non percepiscono lo stipendio che non supera le 1200 euro circa al mese. Se prendiamo il saldo dei loro conti in banca e togliamo l’affitto o la rata del mutuo,  la benzina per raggiungere il luogo di lavoro, le spese per mangiare, le bollette di  luce, gas e rifiuti, sul loro conto non resta nulla. E con stipendi che non superano  le 1200 euro al mese altro che vacanze.
E’ vero, non sono lavoratori che muoio di fame (almeno non ancora) ed é vero che hanno un lavoro che oggi come oggi é manna dal cielo, ma  ci chiediamo,  visto i tempi che corrono se devono  ritenersi  fortunati a  campare un mese  intero senza stipendio.
Troviamo non corretto che il frutto del  lavoro guadagnato con grande professionalità, senso di appartenenza e sudore e che basta solamente a sopravvivere, ossia a garantire il minimo indispensabile, 4 mura, luce e calore per riscaldarsi, cibo per sfamarsi,  non venga corrisposto, costringendo  tante famiglie a dover rinunciare a diverse di quelle cose elencate e  che sono fondamentali per una vita al limite del decoro. E la soluzione non è certo quella di andare a chiedere un prestito alle banche…i prestiti sono un circolo vizioso, qualcosa che non ti fa dormire la notte.
E per questo che come  CGIL siamo  indignati!.
 Non riusciamo a comprendere quale sia il Piano o la strategia che si voglia mettere in atto  per uscire dalla crisi o come  si voglia affrontare il tema della riconversione?  .
Come CGIL abbiamo dichiarato, in più circostanze, la nostra disponibilità a voler discutere  e confrontarci per trovare soluzioni condivise e  soprattutto poter affrontare il problema degli stipendi,  della riconversione in atto e dei posti di lavoro.
Siamo e rimaniamo per il dialogo, la salvaguardia dei posti di lavoro e la tutela della struttura e, sebbene  comprendiamo che è  in atto una difficile riorganizzazione,  questi punti vanno discussi con i rappresentanti dei lavoratori.
La  CGIL che ha da anni non partecipa al tavolo di confronto,   chiede di poter partecipare al prossimo incontro, visto la delicatezza delle problematiche e vista la sua rappresentanza. 
La FP CGIL Sanità privata. Daniele Leone

Più informazioni su