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Honda, Uilm chiede più investimenti e modelli di maxi moto

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ATESSA. “La Honda di Atessa si sta trasformando in un’azienda di assemblaggio, noi invece chiediamo alla proprietà giapponese investimenti e modelli di maxi moto da produrre: non vogliamo uno stabilimento sul modello cinese e vietnamita, ma una fabbrica che tuteli il marchio Honda made in Italy”. Lo ha dichiarato il segretario della Uil-Uim di Chieti, Nicola Manzi, intervenuto nel corso di una conferenza stampa sul piano industriale della Honda di Atessa. 
“Il piano del Mise scade nel luglio 2016 e prevede 2-3 punti importanti: pareggio di bilancio in cambio di volumi di lavoro per i 450 occupati. L’azienda ha messo in piedi un piano triennale con una perdita di 13 milioni di euro, molto condizionata dai prodotti delocalizzati a suo tempo che noi oggi acquistiamo dall’Asia. Solo per effetto del cambio, perché compriamo in dollari, c’e’ una perdita di 4 milioni di euro – ha sottolineato Manzi – siamo contrari alla delocalizzazione dei motori perchè nel momento in cui si produce in Asia l’unico stabilimento europeo della Honda destinato alla produzione delle moto diventa solo un’azienda di assemblaggio. 
La capacita’ di produrre un modello dalla A-Z e’ la storia della Honda Italia: sara’ una perdita di qualità e di fette di mercato perché si perde il simbolo che ha fatto grande lo stabilimento della Honda, il motore SH”. Manzi ha poi ricordato l’impegno dei sindacati, che questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa congiunta sul caso Honda, e dei lavoratori per contribuire al rilancio dello stabilimento di Atessa: “404 posti di lavoro persi dal 2008 a oggi, contratti a tempo indeterminato spariti, abbiamo dato lacrime e sangue.
Alla proprietà giapponese abbiamo dato fiducia e pretendiamo fiducia: la Honda di Atessa ha bisogno di un prodotto valido per il mercato europeo, non di scooter o pezzi da assemblare. La Honda nel mondo ha fatto utili per 300 bilioni di dollari, ha investito di recente 256 milioni di euro per lo stabilimento inglese che produce l’auto Civic in Inghilterra – ha concluso Manzi – mentre in Italia sono stati investiti solo 800 mila euro per l’unico stabilimento produttivo di moto in Europa”.
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