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Omicidio Strever, la Cassazione conferma la condanna a 30 anni

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VASTO. Omicidio Strever:trent’anni di reclusione per Hamid Maathaoui, l’uomo che uccise quattro anni fa  Michela Strever, 68 anni dopo averla picchiata selvaggiamente.  

A rappresentare i familiari della vittima è stato l’avvocato Arnaldo Tascione. La Suprema Corte ha contestato diverse aggravanti. In particolare la crudeltà del gesto e la mancata capacità di difesa della vittima e il nesso fra l’omicidio e la rapina.In sostanza quanto già sostenuto in primo grado dai giudici vastesi il 21 ottobre 2013 e un anno dopo dai giudici della Corte d’Appello dell’Aquila. «É la fine di una tristissima vicenda raccontata da una sentenza che si commenta da sola» ha detto soddisfatto l’avvocato Arnaldo Tascione ricordando la pena sofferta dal fratello della vittima,Antonio per lunghi mesi indagato. “A lui  e alle sorelle, è stata restituita la dignità che meritano”.

All’alba del 19 dicembre 2012 Antonio Strever trovò il corpo della sorella straziato. La donna era legata al letto con il cranio fracassato e la bocca piena di fazzoletti di carta. Sul posto arrivarono i carabinieri. Il fratello della vittima venne indagato. Un atto dovuto ma che fa tanto male alla famiglia Strever. I pm Giancarlo Ciani e Enrica Medori scavarono nella vita della vittima. Su un’agenda della pensionata venne trovato il nome storpiato di Hamid. I magistrati disposero  delle intercettazioni telefoniche grazie alle quali arrivarono a Maathaoui.

paolacalvano@vastoweb.com

 

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