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Per il primo “caldo” consiglio comunale: saluti dimenticati e proposta ritirata

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VASTO. Doveva essere un consiglio comunale tranquillo, quello di ieri, senza grandi pretese, pochi punti all’ordine del giorno e invece così non è stato.  Nel suo saluto il primo cittadino ha dimenticato alcuni dei rappresentanti politici. Ha ringraziato i sindaci intervenuti, gli ex sindaci di Vasto nominandoli, nessuno invece è stato citato quando ha salutato gli onorevoli parlamentari. Ignorati Maria Amato, Arnaldo Mariotti e la pentastellata Daniela Aiuto. Dimenticati seppur presenti in sala il senatore Gianluca Castaldi e il consigliere regionale vastese Mario Olivieri.

A presiedere il consiglio comunale è stato Giuseppe Forte, il consigliere più anziano, quello che dopo gli assessori ha ottenuto più voti. Dopo l’ingresso di Alessandra Cappa tra i banchi dell’opposizione, subentrata a Giuseppe Tagliente, i discorsi del sindaco Menna e del prefetto di Chieti Antonio Corona. Una pausa per congedare ospiti e autorità e il consiglio e ripreso per affrontare il caldo punto dell’elezione del presidente del consiglio comunale.

Il dibattito si è scaldato molto quando i consiglieri di opposizione: Laudazi, Suriani e Giangiacomo hanno chiaramente manifestato la volontà di votare Ludovica Cieri del M5S, così come proposto dal centrosinistra in campagna elettorale. La maggioranza però attraverso l’ex sindaco Luciano Lapenna ha chiaramente detto che la presidenza del consiglio spetta a chi vince. Insomma il diritto di cambiare idea è sacrosanto, ma allo stesso modo è sacrosanto anche il rispetto verso quegli elettori che hanno votato il centrosinistra perché hanno creduto a quanto detto in campagna elettorale. Dopo la nomina dell’assessore Lina Marchesani, al suo terzo mandato, per quella che è stata più volte definita la giunta del rinnovamento e dei giovani, ieri il secondo passo indietro dell’amministrazione guidata da Francesco Menna a poco meno di venti giorni dall’insediamento. Ci auguriamo che per gli oltre 1800 giorni  che restano non ci siano altri ripensamenti per i punti presentati nel ricco programma, anche se tutti hanno diritto di cambiare idea, anche gli elettori.

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