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Cieri e Carinci: La legalità non può essere uno slogan

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VASTO. Ieri sera nella sede della Società Operaia di Mutuo soccorso i consiglieri comunali del Movimento Cinque stelle, Ludovica Cieri e Dina Carinci sono tornate a parlare di legalità. “In questi anni-ha detto Ludovica Cieri-  come M5S, abbiamo parlato diffusamente della necessità di recuperare la legalità, anche il Sindaco Menna ne ha fatto un punto importante della sua campagna elettorale e sembra aver convinto, al momento del voto, migliaia di cittadini vastesi della sua ottima fede. Poi abbiamo assistito al triste fenomeno del giovane assorbito inesorabilmente dal vecchio.

Con tutti i vecchi vizi ancora intatti: accessi agli atti difficoltosi, non rispetto delle prerogative dei consiglieri delle Minoranze, cittadini sempre declassati a sudditi-paga-tasse, operazioni salva-amico e scambi di favori tra i soliti noti.

A tutto questo si aggiunge l’illegalità che regna nelle strade e nelle piazze della nostra città. La legalità che a Vasto non c’è salta agli occhi, purtroppo, e ci riguarda tutti: crimine organizzato (fino a pochi mesi fa negato da un’amministrazione abituata a nascondere la polvere sotto il tappeto, ora sconfessato dalla recente operazione “Isola Felice” delle Forze dell’Ordine); ma anche altre forme di illegalità, insidiose, sotterranee e pericolosissime, che si nutrono di reti di interessi e complicità,

Se lanciamo un allarme sulla sicurezza (e prima di noi, ripetiamo, lo hanno fatto Schirò e Di Florio) vogliamo sapere cosa fa l’Amministrazione per risolverci il problema, non sentire minimizzare tutto. Non accettiamo che la polvere venga ammassata sotto il tappeto.

E’ nostra intenzione chiedere un Consiglio Straordinario nel quale calendarizzare tutte le interrogazioni che abbiamo protocollato in questi mesi senza aver ricevuto risposta, e nel quale chiedere al Sindaco che cosa intende fare concretamente per ristabilire la legalità in questa città. Un tavolo operativo attorno al quale riunire tutte le forze che si occupano di sicurezza nel nostro territorio Non ci accontenteremo delle solite chiacchiere, delle rassicurazioni con cui vorrebbero intorpidirci.

Non ci dicesse, il Sindaco, che va tutto bene, che basta installare altre 150 telecamere per risolvere un problema serio ed urgente, percepito come tale da tutti i cittadini vastesi.

Per quanto il consigliere Lapenna continui a sostenere i limiti del potere del Sindaco in tal senso, noi continueremo a ricordarvi, caro Sindaco, che esiste l’art. 54 del Tuel. Gli sia dato seguito e la si smetta di demandare le responsabilità.

Nessuno crede più ormai alla storiella della Vasto “modello d’eccellenza” per i Comuni dei territori circostanti. Forse la soluzione rappresentata dalle telecamere sparse per la città non si è rivelata risolutiva e sicuramente non esaustiva. Vogliamo metterne altre? Va bene! Questa volta però mettiamole dentro al Comune le telecamere!

E mettiamoci pure qualche microfono, in ogni ufficio, in ogni corridoio! Se vogliamo davvero la trasparenza e non abbiamo nulla da nascondere.Qui si continua a parlare di pulire il cortile quando in realtà tutta la casa è in condizioni pietose.

Caro Sindaco, se vuoi parlare di legalità, tu devi essere e rappresentare la legalità. E, a questo punto, siamo qui a pretendere una riorganizzazione etica dentro il Comune di Vasto, per ottenere chiarezza su questioni affatto trasparenti: a partire dalle incompatibilità, manifeste o potenziali, e i conflitti di interesse, che riguardino dipendenti, funzionari, dirigenti, membri dello staff;

– situazioni eticamente discutibili come: Dirigente e Assessore di uno stesso settore legati da vincoli di sangue. Sindaco che in una decisione riguardante un suo stretto familiare esce dalla stanza, palesando sì, in questo, la piena sussistenza di un conflitto di interessi. Impiegati a cui si demandano mansioni dirigenziali in piena e manifesta incompatibilità sia con il ruolo sia con le funzioni attribuite. Capo dello staff che accumula incarichi su incarichi senza che si ponga non solo un dubbio legale, ma almeno etico. La questione relativa al Corpo di Polizia Municipale che ancora soffre di pericolose anomalie che mai si è cercato di sanare, anzi, tutt’al più si è cercato il modo di stabilizzarle. Questo solo per dirne alcune. I Vastesi sono stanchi di vedere aggirarsi tra gli uffici comunali sempre gli stessi fornitori, sempre le stesse Associazioni, sempre i soliti amici beneficiati dalla politica clientelare che continua imperterrita a fare il bello e cattivo tempo.

Dov’è il nuovo tanto decantato? Dove sono quei giovani liberi di cui si è fatto scudo in campagna elettorale? Per il momento li abbiamo visti prigionieri della vecchia politica e delle vecchie logiche, oltre che dei vecchi politicanti”.

La consigliera Dina Carinci ha invece ricordato che sono stati presentati 4 emendamenti che sono stati puntualmente bocciati nonostante siano stati trasformati in mozioni come richiesto dal sindaco.

Un emendamento riguardava la costituzione di un tavolo di confronto con la Pulchra per migliorare i servizi e abbassare i costi. L’altro emendamento riguardava invece i dividendi , utilizzarli a ristoro dei costi di gestione dei rifiuti. Dal 2012 ad oggi –ha spiegato Dina Carinci- i costi di gestione sono aumentati del 29%. Aumento ingiustificato. Credo debba spiegarcelo il Comune. Residui attivi per 40 milioni di euro. Se fossero esigibili la situazione del Comune di Vasto migliorerebbe discretamente. Bisogna capire a cosa si riferiscono quei residui. Il M5S aveva inoltre chiesto l’istituzione di un tavolo di lavoro per la riscossione dei tributi. Quali azioni ha compiuto la Pulchra, quali ricavi ci sono stati dalla vendita di materiali riciclati”.

In riferimento poi alla tassa dei rifiuti, Dina Carinci ha ricordato che da uno studio di Confcommercio è emerso che il costo pro capite per i rifiuti a Vasto è di 173 euro mentre in Comuni come Avezzano 154 euro e Sulmona 142. “Non stiamo a fare sempre i confronti con i Comuni che stanno peggio. Guardiamo -ha concluso la pentastellata- quelli che stanno meglio e vediamo come possiamo fare anche noi per pagare meno”.

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