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Elicottero 118, Febbo: una vicenda che rasenta il ridicolo

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CHIETI. “Ricorrere ad un elicottero 118 proveniente dall’Aquila perché l’elisoccorso in dotazione presso la ASL di Pescara è ancora sprovvisto di verricello nonostante nel capitolato risulta acquistato, quindi in dotazione, ma ancora non montato sul mezzo. È quanto accaduto nella giornata di ieri a Torricella Peligna durante i soccorsi ad un povero anziano finito in una scarpata che ha dovuto attendere quasi due ore l’arrivo di un mezzo munito di verricello e soccorsi idonei. La Asl di Pescara attraverso la dirigente Tiziana Petrella aveva garantito già nel mese di marzo il suo pieno utilizzo ma, ad oggi, in piena stagione estiva abbiamo un mezzo che può essere utilizzato solo in parte”. Questa la denuncia sollevata ancora una volta dal Presidente della Commissione Vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo che precisa come “ormai in campo sanitario stiamo rasentando il ridicolo e qualcuno dovrebbe solo indignarsi di quello che accade negli interventi urgenti di pronto intervento per sciatteria amministrativa e mancanza di organizzazione. Ancora una volta – specifica Febbo – la Asl di Pescara, con la complicità di una Regione assente, scrive una pagina indecorosa della nostra sanità. Ricordo come, nel mese di marzo, solo dopo la mia visita presso l’hangar dell’aeroporto di Pescara il giorno dopo si sollevò in volo l’elisoccorso I Kira – Aw 169, consegnato il 21 febbraio 2017 dal costo di ben 26 milioni di euro. Oggi dopo sei mesi l’elicottero manca inspiegabilmente ancora di verricello, acquistato a parte ma senza ordine a procedere al suo montaggio. Il verricello – spiega Febbo – è una parte strutturale fondamentale per i soccorsi e i trasbordi d’emergenza e per i quali necessitano corsi e procedure particolari di messa in funzione. Elissorso che, ricordo anche, non può atterrare presso l’ospedale di Pescara perché bisogna adeguare la piazzola al peso del nuovo mezzo. Credo che non bisogna aggiungere altro visto la pessima e ridicola situazione. Su questa vicenda – conclude Febbo – sarà mia premura, oltre a presentare una interrogazione urgente in Consiglio regionale e portare l’assurda vicenda ed i suoi responsabili in Commissione vigilanza, interessare e scrivere al Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin”.

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