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La storia di Don Ciccio Menna, l’avvocato di Casalanguida che salvò un gruppo di Ebrei

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CASALANGUIDA. “Il 10 giugno 1940, con l’entrata in guerra dell’Italia nel secondo conflitto mondiale vennero emanati alcuni provvedimenti per l’internamento dei cittadini degli Stati nemici al fine di garantire la sicurezza interna ed esterna.
Nelle intenzioni delle autorità fasciste, le misure adottate erano rivolte agli stranieri presenti sul territorio nazionale ritenuti pericolosi o indesiderabili, onde evitare che essi potessero arrecare danni all’attività bellica, ad esempio compiendo azioni di spionaggio o espatriando per arruolarsi nell’esercito nemico. La normativa di riferimento era il Regio Decreto del luglio 1938, n. 1415, che aveva approvato il testo della Legge di Guerra italiana. L’internamento dei sudditi nemici veniva attuato, in definitiva, attraverso due modalità:
«l’internamento libero (o in località)», consistente nell’obbligo di residenza in determinate località; e «l’internamento in campi di concentramento», all’interno di apposite strutture e in stato di prigionia. Tra gli stranieri destinati all’internamento vi erano anche gli Ebrei, provenienti da altre nazioni, che si trovavano in territorio italiano. Nel 1941 diciotto ebrei stranieri, tra cui quattro apolidi, furono portati nel campo d’internamento di Atessa (Goldemberg Salomone ebreo rumeno e Neumann Sigismondo ebreo tedesco vi morirono ) . In quel brutto periodo storico per l’Italia il nostro Francesco Menna, liberale ed antifascista, amico di Benedetto Croce e principe del Foro di Napoli aveva pensato bene, a causa dei bombardamenti nella sua città, di far riparare i familiari nella sua casa avita di Casalanguida, in Via Roma. Per oltre due anni Don Ciccio divise il suo tempo tra Napoli e Casalanguida dove, quantunque provvisoriamente,
risiedeva la sua famiglia. Quando stava a Napoli Don Ciccio amava frequentare gli ambienti liberali ed antifascisti( tra cui la casa di Benedetto Croce ,del quale era amico e legale di fiducia) che si adoperavano per salvare le vite degli Ebrei e degli oppositori antifascisti dalle grinfie del Regime. Venuto a conoscenza della presenza di Ebrei stranieri nel campo di internamento di Atessa, Don Ciccio si adoperò per farli fuggire nella vicina Casalanguida. Di notte e con il favore delle tenebre, quel nutrito gruppo costituito da sedici persone fu fatto fuggire dal campo di internamento di Atessa e condotto presso l’antica abitazione di proprietà della famiglia Menna in via Roma, a Casalanguida. Successivamente, alcuni di questi, furono ospitati presso amici fidati nelle campagne di Casalanguida e di Carpineto Sinello. L’unica persona in paese, al di fuori della loro unita famiglia e dei fidi domestici, che custodiva quel pericoloso segreto, era un discreto dirimpettaio che provvedeva a vigilare ed a controllare che qualche delatore non facesse delle soffiate alle forze dell’ordine o al potere dominante rivelando la presenza dei poveri disgraziati e perseguitati. Durante quel soggiorno a Casalanguida che durò parecchi mesi, Don Ciccio provvide personalmente al loro sostentamento fornendo vitto, alloggio, indumenti, medicine e quant’altro necessario. Grazie a questa meritoria e coraggiosa azione e non solo “Don Ciccio” Menna, filantropo e generoso intellettuale, merita di sicuro un posto importante nel cosiddetto “Giardino dei Giusti” ( n.d.r. : Il Giardino dei Giusti è un giardino dedicato ai Giusti, le donne e gli uomini che si sono opposti con responsabilità individuale ai crimini contro l’umanità e ai totalitarismi di qualsiasi orientamento ideologico). E’ solo un mio auspicio, ma credo di interpretare il comune sentire ,augurandomi che la nostra Amministrazione Comunale ricordi ufficialmente, con segni concreti ( apposizione di una targa , qualche iniziativa culturale od altro ) questa prestigiosa figura che con le sue doti umane, culturali e di amore per le giuste cause, mettendo a repentaglio la propria incolumità e quella della sua famiglia e ei suoi amici, si prodigava generosamente per il prossimo, dando in tal modo lustro alla nostra amata Casalanguida. Una tale dedizione per l’indifeso, il povero, il perseguitato, potrebbe fornire un esempio di vita alle nuove generazioni, rendendole fiere di un agire specchiato, solidale, amorevole verso qualunque prossimo in difficoltà.”

Segue l’elenco completo dei diciotto ebrei internati in Atessa

1)Baran Zaborowska Bronislava – ebreo polacco

2)Fried Ignatz di Eugen – ebreo ceko

3)Freund Max ebreo tedesco

4) Goldmann Oskar Israel ebreo tedesco

5)Goldemberg Salomone ebreo rumeno morto nel campo di Atessa

6)Frend Elsa ebrea italiana

7)Hassid Giuseppe apolide

8)Gattegno Clara fu Benvenuto ebrea spagnola

9)Xlein Federico di Hermann ebreo-tedesco

10)Landmann Augusta ebrea tedesca

11)Lonz Rosa fu Eduard ebrea-tedesca

12)Langer Chaim di Herecn ebreo tedesco

13)Neumann Sigismondo ebreo- tedesco morto nel campo di Atessa

14)Muller Rosa di Giuseppe apolide

15) Pinel Otto di Emilio , ebreo tedesco

16)Soig Maria di Giovanni ebrea-croata

17)Widder Abramo apolide

18)Widder Ermanno apolide

Così, l’Ing. Arturo Cauli.

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