“E’ importante che tu esisti per me: ecco la frase della violenza”

La testimonianza di don Mauro Leonardi e delle forze dell’ordine all’evento presso l’istituto Palizzi

Attualità
lunedì 25 novembre 2019
di Lea Di Scipio
“E’ importante che tu esisti per me: ecco la frase della violenza”
“E’ importante che tu esisti per me: ecco la frase della violenza” © vastoweb.com

VASTO. I femminicidi vengono commessi da persone che dicono di amare la vittima. Quest'ultima deve imparare a riconoscere ciò che è un atto di violenza da quello che è amore”.

Questa le parole pronunciate da don Mauro Leonardi, prete volontario nel carcere di Rebibbia.

Oggi, 25 novembre, è infatti la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Per l’occasione l’Istituto Pantini Pudente prima (Leggi) e l’Itset Palizzi stamani, hanno ospitato due eventi per sensibilizzare i giovani ad un tema così caldo ed attuale, con l’obiettivo di porre delle radici culturali negli studenti contro l’insorgere di fenomeni di violenza.

“Una statistica Istat – continua don Mauro - nel 2014 mostra che il 50% degli adolescenti pensa che in caso di tradimento le botte sono legittime. 2 giovani su 5 pensano che sia un atto di affetto. L'atto di violenza più difficile da individuare è quello che si manifesta con un gesto d'amore e che si presenta con delle parole ben precise: ‘Io senza di te non posso esistere’. Tanti detenuti che ho conosciuto dicono ‘la mia vita adesso non ha più senso perché la persona più importante l'ho ammazzata’, questo non è amore. L'amore è possibile quando due vite restano autonome e ognuno ha progetti che collimano con l’altro, e questo non implica che sia proprio l’altro il proprio progetto. La frase dell'amore è dire ‘è importante che tu esisti’, la frase della violenza è dire ‘è importante che tu esisti per me’. Spesso le persone vittime di violenza che non riconoscono una relazione malata perché hanno una bassa autostima, che ha origini dalle proprie relazioni genitoriali dove magari c'è stato un padre assente che ha fatto tanti regali e che sa di doversi far perdonare oppure è un padre che pur essendoci fisicamente non c'è. La violenza si manifesta in tanti gesti che sembrano di affetto e che spesso possono anche essere richiesti durante l'intimità. I delinquenti che hanno fatto questo grosso errore dicono di aver avuto una mezza giornata di Blackout. Chi parla così non ha ancora la consapevolezza del gesto che ha fatto soprattutto perché continua a pensarlo come un momento di disperazione”.

Presenti al tavolo dell'evento dal titolo “Un giorno a Rebibbia” la dirigente Nicoletta Del Re, la professoressa Teresa Maria Di Santo, nella doppia veste di insegnante e di Presidente dell'Associazione Emily Abruzzo, il vice dirigente del Commissariato di Vasto, Rosetta Di Santo, il Tenente e Comandante del Norm dei Carabinieri di Vasto, Luca D'Ambrosio, l’ avvocato Silvia Notaro e la psicologa Anastasia Salvatorelli dello sportello Save.

In particolare,Rosetta Di Santo ha spiegato agli studenti quali sono i compiti e gli strumenti della polizia e cosa è tenuto a fare in caso di segnalazioni di violenza di genere e intrafamiliare: “quando c'è violenza c'è reato e la polizia ha il compito di intervenire o in fragranza di reato oppure acquisendo la notizia tramite una denuncia che avviene nel momento successivo, cioè quando il fatto si è già verificato. Entrambe queste forme hanno vantaggi e svantaggi. L’importante è denunciare anche quando la violenza non ci riguarda personalmente, bisogna telefonare al 113 e dare agli operatori il maggior numero possibile di dettagli.

Silvia Notaro ha parlato dell'azione che l’Associazione Emily svolge nelle scuole per sensibilizzare alle novità legislative e per dare un supporto psicologico:“il problema che riscontriamo spesso è che alcuni atti di violenza sin dalla giovane età vengono percepiti come normali, come per esempio può essere una foto richiesta per vedere com’è vestita la propria ragazza o comportamenti di gelosia che in realtà sono solo privazioni della libertà. Non si tratta di gesti d'amore, ma di possessività che vanno a degenerare con l'età. La legge codice rosso per fortuna velocizza i tempi dalla denuncia alle indagini, oltre che ad aver inasprito le pene già esistenti. La legge c'è ma l’importante è anche l'intervento del cittadino che deve fornire tanti elementi che aiutino le forze dell'ordine ad intervenire più facilmente”. Notaro ha anche parlato del fenomeno del Revenge porn che consiste nella diffusione di immagini o video sessualmente espliciti da parte di chi li estorce o li acquisisce senza il consenso della persona al fine di procurarle nocumento attraverso la diffusione. “Se questo senso civico non parte da voi insieme al senso di responsabilità qualsiasi legge non può attuare quel cambiamento che voi potete scatenare attraverso il rispetto per l'altro è per voi stessi”, conclude l’avvocato.

D'Ambrosio ha parlato approfonditamente del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo e di come prevenire questi fenomeni generati spesso dall’incapacità di comunicare il proprio affetto a un'altra persona fino a tradursi in comportamenti che costituiscono reato.

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